Afghanistan, attentato a una scuola: tantissime giovani vittime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:06

Avvenuto nelle vicinanze di una scuola a Kabul, in Afghanistan, che ha causato tantissime vittime, anche giovanissime.

Afghanistan (AdobeStock)
Afghanistan (AdobeStock)

La situazione in Afghanistan è ormai celebre a tutti. Le lotte intestine finiscono molto spesso con questi scenari. L’orrore che si vive costantemente in quelle zone è sempre attuale. Sembrano popolazioni che non riescono a trovare un minimo di pace e stabilità

La zona colpita, secondo fonti locali, non è stata casuale. Infatti il quartiere occidentale della capitale è occupato in maggior numero da musulmani sciiti. Questi sono costantemente sotto il mirino dei Jihadisti sunniti dell’Isis. L’attentato che è andato in scena è stato devastante perché ha coinvolto tantissime persone.

Attentato in Afghanistan: colpite giovani studentesse

Gli attentatori hanno piazzato varie bombe nei pressi dell’istituto Sayed al-Shuhada. Le vittime sono 55 giovani studentesse asiatiche. Colpite da una serie di esplosioni mentre cercavano di mettersi in salvo. I feriti si contano su un numero di 150 persone. Chiaro che l’intento di aver piazzato tante bombe, secondo le autorità locali, sia stato quello di colpire quante più persone possibili.

Proprio per questo motivo, il governo ha lanciato forti accuse ai talebani. Il presidente Ashraf Ghani li ha definiti barbari che non avendo le capacità di affrontare degnamente l’avversario sul campo, procedono con queste soluzioni barbare e andando ad attaccare scuole ed edifici pubblici.

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Dall’altra parte, i membri che rappresentano il comparto armato islamico ha smentito seccamente. Si è tirato fuori dalle accuse fate dal presidente, negando qualsiasi atto fatto a Kabul e condannando quanto accaduto. Continuando che i loro attentati in quella città sono finiti nel febbraio 2020 quando hanno firmato un patto con gli americani. La promessa degli Stati Uniti era quella di ritirare i soldati presenti lì il primo maggio. Data poi allungata al successivo 11 settembre.