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<p><strong>Un uomo di 32 anni si è appropriato abusivamente di un appartamento in provincia di Udine, esibendo documenti falsati. Ecco come ha fatto e come è finita.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-134559 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/05/affitto-casa-adobe.jpg" alt="" width="1280" height="853" /></p>
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<p>Una frode quasi perfetta, quella di un avveduto <strong>32enne di Udine</strong> a danno del proprietario di un <strong>appartamento</strong> dell&#8217;hinterland locale.</p>
<p>Purtroppo per lui, il piano non aveva fatto i conti con i mezzi e le capacità del nucleo investigativo dei carabinieri, che ha presto svelato la sua rete di facili inganni.</p>
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<p>L&#8217;occupazione allo stesso tempo coatta ma apparentemente legale dell&#8217;immobile è finita con le manette. Cionondimeno, quella dei <strong>finti bonifici</strong> è una fattispecie con cui proprietari e forze dell&#8217;ordine si trovano sempre più a dover fare i conti.</p>
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<h2>Carta straccia per un appartamento</h2>
<p>Il giovane aveva regolarmente esibito al titolare dell&#8217;appartamento le copie dei bonifici fatti a titolo di caparra del valore di 900 euro. In questo modo, il contratto di locazione per l&#8217;affitto della camere in questione poteva effettivamente entrare in vigore.</p>
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<p>In seguito, è risultato evidente al proprietario che il<strong> bonifici erano in realtà finti</strong>, e non corrisposti da un pagamento reale. Il trasferimento, già avvenuto, era abusivo e non avrebbe dovuto avere luogo. L&#8217;uomo ha occupato abusivamente lo stabile, con nessuna intenzione di lasciarlo in seguito alle recriminazioni.</p>
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<p>Il titolare dello stabile allora ha presentato querela, rivolgendosi ai carabinieri della stazione di Udine. Le conclusioni dell’attività investigativa sono state sorprendenti: il 32enne era pluripregiudicato e non nuovo alla pratica.</p>
<p>É stato allora <b>emesso un mandato di cattura</b> per truffa ed insolvenza fraudolenta.</p>
<p>La recidività dell&#8217;esibitore dei finti bonifici non deve sorprendere: si tratta di una pratica in ascesa esponenziale, dettata dalla difficoltà di riconoscerla con certezza. Il raggiro del bonifico può avvenire attraverso la deviazione verso un falso IBAN, con email falsa, e attraverso fatture contraffatte.</p>
<p>L&#8217;attenzione deve essere massima, e la prontezza nel rivolgersi a personale qualificata deve essere immediata.</p>
<p> ;</p>

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