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<p><strong>Il re dei torroncini Condorelli ha deciso di dire &#8220;no&#8221; al pizzo. L&#8217;imprenditore non ha ceduto alle minacce e ha fatto arrestare i ricattatori.</strong></p>
<figure id="attachment_134250" aria-describedby="caption-attachment-134250" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-134250" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/05/Giuseppe-Condorelli-vittima-di-pizzo-Google-Images-650x433.jpg" alt="Giuseppe Condorelli, vittima di pizzo (Google Images)" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-134250" class="wp-caption-text">Giuseppe Condorelli, vittima di pizzo (Google Images)</figcaption></figure>
<p>In Sicilia l&#8217;azienda di torroncini <strong>Condorelli</strong> è una vera e propria istituzione. A quanto pare però proprio questa grande notorietà aveva attirato l&#8217;attenzione della malavita organizzata di zona che ha deciso di provare ad estorcere il pizzo ai vertici della società. Le minacce erano arrivate dal clan <strong>Santapaola-Ercolano</strong>.</p>
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<p>A quanto pare <strong>Giuseppe Condorelli</strong> aveva ricevuto diverse minacce. In particolare gli era stata recapitata una bottiglia incendiaria in un pacco. A quel punto l&#8217;imprenditore ha deciso di rivolgersi alle autorità ed è partita l&#8217;operazione &#8220;Sotto scacco&#8221; che ha portato alla fine all&#8217;arresto di ben 40 persone. Dieci di queste saranno però agli arresti domiciliari.</p>
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<h2>La richiesta di pizzo ha intensificato le indagini</h2>
<p>Nel 2019, dopo diversi tentativi di estorsione i malavitosi erano passati all&#8217;azione per farsi pagare il pizzo. A quel punto <strong>Condorelli</strong> ha deciso di rispondere al fuoco con la legalità. Nel pacco con la bottiglia incendiaria c&#8217;era un biglietto con su scritto: &#8220;cercati un amico&#8221;. A quel punto è partita una lunga inchiesta fatta di diverse intercettazioni telefoniche.</p>
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<p><a href="https://www.chenews.it/2020/10/13/commercianti-denunciano-pizzo-arresti/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Mafia, commercianti dicono no al pizzo: 20 arresti nel clan</strong></a></p>
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<p>A quanto pare gli affiliati del clan avrebbero mostrato delle titubanze nell&#8217;attaccare un personaggio tanto importante anche a livello nazionale. Troppo tardi per loro, proprio quella richiesta di pizzo, infatti, ha fatto scattare tutta l&#8217;operazione che ha poi portato ai 40 arresti. Secondo il <strong>Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania</strong> il clan aveva in mente di avviare diversi business come il commercio di coca dall&#8217;Ecuador. A quanto pare la sostanza stupefacente sarebbe poi dovuta arrivare all&#8217;interno di alcuni container contenenti delle banane.
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