Ddl Zan: tutte le tutele raggiunte negli anni dagli omosessuali

Oggi si dibatte molto sul ddl Zan, sarebbe l’ultimo tassello di una storia piena di obiettivi raggiunti dalla comunità Lgbt+.

ddl Zan: diritti per i gay (AdobeStock)
ddl Zan: diritti per i gay (AdobeStock)

Il ddl Zan sta facendo molto discutere. Ultimo episodio proprio su questo argomento è il tanto discusso caso Fedez. La discussione è nata da quando il centro-destra si è opposto fermamente all’attuazione del decreto Zan.

In questi hanno gli omossessuali hanno sempre combattuto per i propri diritti. Già nel 1890 dal Codice Zanardelli furono depenalizzati i rapporti sessuali. Da lì la strada percorsa è stata dura ma piena di soddisfazioni però al pieno complimento di uguaglianza ci sono ancora alcuni tasselli da mettere a posto.

Prima del ddl Zan: tutti le tutele che oggi hanno gli omosessuali in Italia

L’eventuale decreto Zan sarebbe solo l’ultimo step di una lotta che va avanti da anni e che ha raggiunto tanti obiettivi. Ora vedremo tutte le tutele che fortunatamente si hanno oggi, prima del ddl Zan.

  • Cambio sesso: L’Italia è stato il terzo paese la mondo ad aver legalizzato, nel 1982 il cambio di sesso. La legge di riferimento è la n. 164 del 14 aprile. Inizialmente, però, in questa operazione era inquadrata solo in ottica medica e per questo si procedeva con una autorizzazione del tribunale. Anche qui si sono avuti dei sviluppi con la sentenza della Corte costituzionale n.211/2015. Sostiene che il cambio di sesso possa essere richiesto perché rientra nella tutela del benessere psico-fisico di chi la richiede.
  • Unioni Civili: Qui si parla della legge Cirinnà approvata nel maggio 2016. Da lì le coppie dello stesso sesso hanno raggiunto la maggior parte dei diritti che derivano dal matrimonio, possibile farlo in comune in presenza del sindaco. Non tutti però gli obblighi. Infatti non è previsto l’obbligo di fedeltà e neanche di accedere agli assegni familiari.
  • Discriminazioni sui luoghi di lavoro: Nella Costituzione, articolo 3, si cita proprio il principio di eguaglianza formale. Detto questo, ad oggi manca una legge specifica sulle discriminazioni sul lavoro in base all’orientamento sessuale. La mancanza di una legge ha fatto muovere le Regioni in questa direzione e il caso principe è in Emilia Romagna.
  • Adozioni: Apparentemente nella legge Cirinnà avrebbe dovuto esserci uno spazio sull’adozione. Ma nel testo non vi è traccia. Ancora oggi non esiste una legge che permetta l’adozione ad una coppia omosessuale. E neanche la possibilità di fare affidamento alla stepchild adoption (sarebbe l’adozione del figlio del partner). Ma questo non ha fatto mancare i casi in cui i tribunali hanno affidato bambini a coppie gay. Come la celebre sentenza della Corte di cassazione n. 12962/16.

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Come vediamo le tutele sono state tutte conquistate con sudore e fatica. Ora il decreto, che è tanto ostracizzato dalla Lega, sarebbe un altro tassello importante per permettere a queste persone di essere quello che sono sempre stati. Uguali a tutti gli altri.