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<p><strong>Il fascino discreto della paura non conosce crisi. Perché ne siamo sia attratti che repulsi? Ecco 5 grandi film horror che lo spiegano.</strong></p>
<figure id="attachment_133709" aria-describedby="caption-attachment-133709" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-133709 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/04/Paura-The-Shining-Google-Immagini.jpg" alt="Paura - The Shining (Google Immagini)" width="1200" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-133709" class="wp-caption-text">Paura &#8211; The Shining (Google Immagini)</figcaption></figure>
<p>Chi si intende minimamente di Cinema sa bene quanto gli incassi al botteghino delle pellicole che si richiamano all&#8217;horror non abbiano mai conosciuto crisi negli ultimi decenni. Come i <strong>film</strong>, anche i <strong>videogiochi</strong>, la <strong>letteratura</strong> e le <strong>serie Tv</strong> a <strong>tematica horror</strong>.</p>
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<p>Per quale ragione una fetta così consistente del pubblico dei consumi culturali desidera vivere una sensazione come la <strong>paura</strong>? Perché ne siamo fatalmente attratti, e perché invece qualcuno ne prova repulsione?</p>
<p>La spiegazione sta nei meccanismi insiti al funzionamento del nostro cervello. É tutta una questione di ormoni. I benefici sono sorprendenti.</p>
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<p>Innanzitutto, rafforzare la propria autostima e i propri legami sociali: il rilascio dell&#8217;<strong>ossitocina</strong> che avviene durante l&#8217;esperienza di situazioni spaventose, porta alla solidarietà con chi vi compartecipa e all&#8217;impressione positiva di sé stessi presso gli altri.</p>
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<p>Ma avere paura rilascia anche dopamine, secondo accreditati studi. <strong>La dopamina</strong>, è un neurotrasmettitore che di solito viene rilasciato come ricompensa in situazioni di piacere. Ma è emerso che anche situazioni estreme e paurose ne comportino un rilascio.</p>
<p>Secondo l&#8217;esperto David Zald, le persone con un minor numero di autorecettori che rilasciano dopamine sono più inclini ad apprezzare <strong>esperienze adrenaliniche collegate alla paura</strong>. Una ricerca dell&#8217;Università di Bonn, le variazioni nel rilascio di dopamina sarebbero riconducibili a fattori genetici.</p>
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<p>Molto influenti, naturalmente, anche i fattori socio-ambientali.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/04/19/il-cinema-e-in-lutto-muore-la-star-de-la-famiglia-addams/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Il cinema è in lutto: muore la star de La famiglia Addams</strong></a></p>
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<h2>Cinque film per mettere alla prova la vostra paura</h2>
<figure id="attachment_133714" aria-describedby="caption-attachment-133714" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-133714 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/04/Paura-The-Thing-Google-Immagini.jpg" alt="Paura - The Thing (Google Immagini)" width="1200" height="675" /><figcaption id="caption-attachment-133714" class="wp-caption-text">Paura &#8211; The Thing (Google Immagini)</figcaption></figure>
<p>Che sia più o meno alta la predisposizione a produrre dopamine e ossitocina, questi capolavori del cinema metteranno alla provo il vostro livello di resistenza alla paura. A partire da queste opere d&#8217;arte, non è difficile spiegarsi quanto il fascino e la repulsione per questa sensazione si controbilancino.</p>
<ol>
<li><strong>L’Esorcista </strong>di<strong> William Friedkin</strong> ha probabilmente iniziato il pubblico di massa al fascino dell&#8217;horror sul grande schermo. Le suggestioni, il ritmo magistrale e le innovative tecniche di regia ne fanno un capolavoro del genere che va assolutamente recuperato anche oggi. Anche per capire da dove tutto è iniziato.</li>
<li><strong>Dawn of the Dead </strong>di <strong>George A. Romero</strong> è la pellicola di culto per gli appassionati di non-morti, nonché la più riuscita rappresentazione degli zombie mai vista in sala. Il film colpisce soprattutto per il violento <em>gore </em>e la sensazione opprimente di essere continuamente circondati da minacce putrescenti implacabili. Gli effetti speciali e l&#8217;azione sono validissimi tutt&#8217;ora, quarant&#8217;anni dopo.</li>
<li><strong>The Shining</strong>, dal genio di <strong>Stephen King</strong> e con la regia magistrale di<strong> Stanley Kubrick</strong>, è un horror unico nel suo genere, che fa delle atmosfere lugubri e del senso di isolamento e confinamento che scaturisce nella follia il suo punto di forza, assieme alle prestazioni attoriali indimenticabili di Jack Nicholson e Shelley Duvall.</li>
<li><strong>The Thing </strong>di<strong> John Carpenter </strong>mette in scena un orrore muta-forma visivamente indescrivibile, letteralmente. La paranoia e il sospetto per chiunque o qualunque cosa ci circondi sono la cifra inarrivabile di questo cult della fantascienza.</li>
<li><strong>Hereditary </strong>di <strong>Ari Aster</strong>, si avvale di una cornice quantomeno classica per mettere in piedi la sceneggiatura di un sensazionale, elegante e straziante horror psicologico. La sensazione di terrore che insinua nello spettatore è sottile ma spaventosamente efficace, capace di permanere a lungo anche nelle menti dei più coraggiosi.</li>
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