“Bitcoin? È un’arma cinese”: la sconvolgente rivelazione sulle criptovalute

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:34

C’è grande polemica sul Bitcoin, accusato di essere un’arma finanziaria cinese. Intanto le quotazioni della criptovaluta salgono.

Bitcoin sovrapposto a bandiera della Cina - immagine di repertorio (Google Images)
Bitcoin sovrapposto a bandiera della Cina – immagine di repertorio (Google Images)

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le criptovalute. In particolare la nostra attenzione è stata catturata dal Bitcoin che in poco tempo ha raggiunto quotazioni assurde. Nelle ultime settimane la moneta elettronica più famosa del mondo oscilla costantemente intorno ai 50mila euro. Tutto questo ha portato tante persone che avevano investito anni fa pochi euro a ritrovarsi milionarie.

Spesso però queste criptovalute sono anche oggetto di critica. Questa volta a gettare nell’occhio del ciclone il Bitcoin è Peter Thiel. Per chi non lo conoscesse, quest’uomo è cofondatore di PayPal ed è stato uno dei primi investitori esterni di Facebook. Al momento è considerato uno degli uomini più ricchi del mondo.

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Parole al veleno all’indirizzo del Bitcoin

Secondo quanto riportato da Forbes, stando al 2018, sarebbe il 315° essere umano più facoltoso della terra con una patrimonio di circa 2,5 miliardi di dollari. Da un punto di vista politico Thiel in questi anni ha sostenuto la campagna elettorale di Donald Trump. In particolare nel 2016 ha annunciato di aver fatto una donazione di 1,25 milioni di dollari. Ha inoltre fatto parte anche della squadra di transizione dell’ormai ex presidente degli USA.

Dichiaratosi sommariamente sempre a favore delle criptovalute. Questa volta Thiel è andato giù pesante parlandone ad una conferenza tenuta per i membri della Richard Nixon Foundation dove ha dichiarato: “A questo punto mi chiedo se il Bitcoin non possa essere considerata un’arma finanziaria cinese contro gli Stati Uniti. Minaccia il nostro dollaro”. Più in generale poi ha chiesto al Governo americano di prendere provvedimenti per regolamentare in maniera più precisa le criptovalute. Effettivamente questo terreno è un po’ inesplorato per molti e potrebbe diventare in futuro fonte di guadagno o di perdita per tantissime persone.