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<p><strong>Incredibile cosa è accaduto in Salento. Un&#8217;intera famiglia, infatti, si occupava faceva una truffa dietro l&#8217;altra ad ignari imprenditori.</strong></p>
<figure id="attachment_132918" aria-describedby="caption-attachment-132918" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-132918" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/04/Truffa-tabaccaio-immagine-di-repertorio-Google-Images-650x433.jpg" alt="Truffa tabaccaio - immagine di repertorio (Google Images)" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-132918" class="wp-caption-text">Truffa tabaccaio &#8211; immagine di repertorio (Google Images)</figcaption></figure>
<p>Alcune famiglie condividono degli hobby. In questo caso però questi parenti hanno deciso di mettere su una vera e propria associazione a delinquere. Una coppia insieme alla figlia di lui, infatti, si spacciavano per funzionari dei <strong>Monopoli di Stato</strong> per frodare alcuni imprenditori che volevano aprire un tabacchino.</p>
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<p>La famiglia avrebbe operato la medesima truffa a decine di imprenditori ed edicole del Salento. I malcapitati venivano rassicurati sul buon esito delle loro richieste salvo poi ritrovarsi raggirati. Le indagini hanno appurato che in soli 3 anni la banda aveva messo insieme un bottino di <strong>650mila euro</strong>.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/04/02/bancoposta-attenti-truffa-svuotare-conto/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Bancoposta, attenti alla truffa: in un attimo svuotano il vostro conto</strong></a></p>
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<h2>Una truffa dietro l&#8217;altra per la famiglia di Racale</h2>
<p>A finire sotto l&#8217;occhio degli inquirenti sono stati Vito Troisi, sua figlia Serena Maria e la compagna dell&#8217;uomo Emanuela Cacciatori, <strong>tutti residente a Racale</strong>. A dare il via alle indagini ci hanno pensato le persone frodate che avevano denunciato il fatto. Sinora sono già 21 gli imprenditori finiti vittima della truffa.</p>
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<p>La Polizia ha seguito tutti gli spostamenti della famiglia ha raccolto prove a sufficienza comprese intercettazioni ambientali per capire il loro modo di muoversi. Alla fine è venuto fuori che la famiglia truffaldina si faceva <strong>passare i soldi su Postepay</strong> o su conti correnti postali con la scusa di avviare pratiche per ricevere delle licenze.</p>
<p>Per rendere più credibile il tutto i tre inviavano anche delle email o facevano delle telefonate spacciandosi per funzionari dei Monopoli di Stato. In altri casi, invece, tramite documenti falsi hanno spacciato rapporti con <strong>la Regione o addirittura il Ministero</strong> chiedendo in cambio grosse somme per &#8220;oliare gli ingranaggi&#8221;. Da un edicolante si sono fatti mandare 67mila euro, mentre da un tabaccaio 23mila, con la scusa di garantirgli uno sconto ingente sull&#8217;acquisto delle sigarette. Al momento sono state accertate in tutto 14 truffe.</p>
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