Truffa di famiglia: si fregano 650mila euro, il loro trucco è clamoroso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12

Incredibile cosa è accaduto in Salento. Un’intera famiglia, infatti, si occupava faceva una truffa dietro l’altra ad ignari imprenditori.

Truffa tabaccaio - immagine di repertorio (Google Images)
Truffa tabaccaio – immagine di repertorio (Google Images)

Alcune famiglie condividono degli hobby. In questo caso però questi parenti hanno deciso di mettere su una vera e propria associazione a delinquere. Una coppia insieme alla figlia di lui, infatti, si spacciavano per funzionari dei Monopoli di Stato per frodare alcuni imprenditori che volevano aprire un tabacchino.

La famiglia avrebbe operato la medesima truffa a decine di imprenditori ed edicole del Salento. I malcapitati venivano rassicurati sul buon esito delle loro richieste salvo poi ritrovarsi raggirati. Le indagini hanno appurato che in soli 3 anni la banda aveva messo insieme un bottino di 650mila euro.

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Una truffa dietro l’altra per la famiglia di Racale

A finire sotto l’occhio degli inquirenti sono stati Vito Troisi, sua figlia Serena Maria e la compagna dell’uomo Emanuela Cacciatori, tutti residente a Racale. A dare il via alle indagini ci hanno pensato le persone frodate che avevano denunciato il fatto. Sinora sono già 21 gli imprenditori finiti vittima della truffa.

La Polizia ha seguito tutti gli spostamenti della famiglia ha raccolto prove a sufficienza comprese intercettazioni ambientali per capire il loro modo di muoversi. Alla fine è venuto fuori che la famiglia truffaldina si faceva passare i soldi su Postepay o su conti correnti postali con la scusa di avviare pratiche per ricevere delle licenze.

Per rendere più credibile il tutto i tre inviavano anche delle email o facevano delle telefonate spacciandosi per funzionari dei Monopoli di Stato. In altri casi, invece, tramite documenti falsi hanno spacciato rapporti con la Regione o addirittura il Ministero chiedendo in cambio grosse somme per “oliare gli ingranaggi”. Da un edicolante si sono fatti mandare 67mila euro, mentre da un tabaccaio 23mila, con la scusa di garantirgli uno sconto ingente sull’acquisto delle sigarette. Al momento sono state accertate in tutto 14 truffe.