Andrea Orlando torna a Palazzo, è lui il Ministro del Lavoro del Governo Draghi

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Dopo tre anni, Andrea Orlando torna a essere a capo di un dicastero. Mario Draghi ha puntato su di lui per il Ministero del Lavoro .

andrea orlando

Carta d’identità di Andrea Orlando: età, partito e profili social

  • Nome: Andrea Orlando
  • Ministero: Ministro del Lavoro
  • Partito: Partito Democratico
  • Data di nascita: 8 febbraio 1969
  • Luogo di nascita: La Spezia
  • Età: 52 anni
  • Famiglia: //
  • Professione: Politico
  • Titolo di studi: Non laureato
  • Account social: https://www.facebook.com/andreaorlandosp

Aveva detto che non avrebbe preso parte ad un governo con la Lega neanche se il premier fosse stato Superman, ma a Mario Draghi non ha saputo dire di no.
Andrea Orlando, espressione di una delle tre grandi anime del PD, è tornato a lavorare per il paese in prima persona. E lo ha fatto con il suo solito aplomb. Dopo l’esperienza al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Giustizia, ora si occuperà di lavoro in un momento critico per il paese. Ma critico per davvero. A lui il compito di affrontare i grandi temi dei prossimi mesi: su tutti il blocco dei licenziamenti, che tra un mese potrebbe causare migliaia di cessazioni nei rapporti di lavoro.

Il curriculum di Andrea Orlando, un buon ministro sempre

Di scuola estremamente a sinistra, Orlando comincia nel 1989 come segretario provinciale della Federazione Giovanile Comunista Italiana, prima di essere eletto come consigliere comunale a La Spezia. Fu negli anni del sindaco Giorgio Pagano a ricoprire il primo ruolo di spessore, quando venne nominato assessore alle attività produttive.

Poi il viaggio tra i partiti di sinistra. Comincia con i democratici di sinistra, poi passa all’Ulivo ed infine eccolo approdare alla corte del Partito Democratico. Dal 2007 è sempre lì.

Orlando, il Ministro dell’ambiente. Il 28 aprile 2013 viene nominato ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del Governo Letta, governo sostenuto da PD, PdL e Scelta Civica. Il suo primo incarico da Ministro, e si trova ad affrontare temi spinosi e mai risolti. Interviene sul suo territorio con la concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale alla centrale termoelettrica “Eugenio Montale” presente a La Spezia, alimentata a carbone e metano.

Poi si scontra con i problemi di questi anni: Terra dei fuochi a Napoli e Ilva, a Taranto. Lui è il promotore principale della legge sulle emergenze ambientali. La legge introduce il reato di combustione dei rifiuti abbandonati o depositati in aree non autorizzate (condanne da due a cinque anni che possono ulteriormente aumentare se ad appiccare i roghi è un’impresa o comunque un’attività organizzata) e prevede uno stanziamento di 50 milioni all’anno per il 2014 e il 2015 da utilizzare per sottoporre a screening sanitario le popolazioni che vivono nella Terra dei fuochi e a ridosso degli impianti Ilva. Relativamente alla Campania, inoltre, la legge prevede la mappatura delle aree agricole inquinate.

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Due nuovi ministeri: Giustizia e Lavoro

Con il cambio di Governo, e il passaggio da Letta a Renzi, Orlando cambia seggiola: è lui il nuovo guardasigilli. Alla guida del dicastero della giustizia assume provvedimenti importantissimi e si confronta con tematiche profondissime.

Appena insediato ha dovuto affrontare l’emergenza del sovraffollamento delle carceri italiane e rispondere ai rilievi mossi dalla CEDU nella sentenza pilota Torreggiani e altri contro l’Italia”.Grazie alle azioni promosse per alleviare la situazione delle carceri italiane, opera principalmente sua, la CEDU ha restituito tutti i ricorsi pendenti in materia di sovraffollamento e il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha promosso l’Italia e l’azione del Governo. Poi la Riforma Orlando, quella a cui Orlando stesso di recente ha votato contro per non rompere il sodalizio con il Movimento Cinque Stelle.

Ora sarà il Ministro del Lavoro, e come detto le sfide sono tante. Fermare l’emorragia dei  disoccupati, per prima cosa. E poi rilanciare il lavoro in Italia, con tanti giovani che vanno via.

Andrea Orlando, lo stipendio: dichiarazione dei redditi molto felice

Per essere uno che viene dal mondo della sinistra proletaria, e impegnato nel lavoro di connessione tra cittadini e amministratori, Andrea Orlando è uno che certamente non ha problemi economici. Nel solo 2020 ha totalizzato 104mila euro di reddito complessivo, che equamente diviso per 12 mesi corrisponde a una media di 8,6 mila euro al mese. Non di certo cifre da soffrire la fame, ma è evidente che il lussuoso mondo della politica ci abbia mostrato di peggio.

Vita privata: nè moglie, né figli per Andrea Orlando

Della sua vita privata si sa molto poco. Solo che non si accompagna a nessuna donna, e non ha figli. Un signorino, pronto ad incontare la donna giusta. Forse.

Andrea Orlando: preparazione, ma senza laurea

Orlando, porta con sé una macchia. Che macchia, sia chiaro, non è, ma certamente una peculiarità per un personaggio così composto, e preparato. Non ha mai conseguito il titolo di studi, che gli avrebbe dato almeno su carta il ticket ad essere guida trainante di un partito di cui è troppo spesso il frontman nelle tempeste. Risulta effettivamente inspiegabile come certi politici non abbiano il titolo di studi, volendo comunque sempre viaggiare a margine di quel dubbio storico: può un non titolato amministrare la cosa pubblica? Lo può fare solo in politica, svincolandosi da qualsiasi altro parametro della gestione pubblica.