Ministero della transizione ecologica: il punto di partenza

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Draghi lo annuncia alle associazioni ambientaliste, accoglie la proposta del movimento e distende il clima: nasce il ministero della transizione ecologica. 

I movimenti ambientalisti saranno ricordati come gli ambasciatori del disgelo. Si partirà dal grande super iper ministero per la transizione ecologica, è lì che questo governo trova la sua quadra. In attesa dei dettagli, fiele arriva dal Direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Questa mattina il quotidiano che fu di Indro Montanelli racconta di un nervosismo del premier incaricato sul tema ambientale. Poi Sallusti offre un interessante spunto di riflessione, i pentastellati nel corso di questa legislatura hanno guidato per due anni il Ministro dello Sviluppo Economico e da tre anni sono alla guida del Ministero dell’ambiente. Eppure di grandi idee di sviluppo economico-ambientale non si è avuta traccia.

L’annuncio del successo è arrivato per bocca di Donatella Bianchi, giornalista e Presidente del WWF. “Abbiamo chiesto al Presidente Draghi  di accelerare il processo che ci allinei alle indicazioni europee rispetto all’utilizzo dei fondi del NextGenerationEU – racconta la Bianchi. L’Italia al momento è in ritardo. Colpiti dalla centralità della questione ambientale, ci sarà un ministero della transizione ecologica dove le competenze ambientali saranno rafforzate”

LEGGI ANCHE >>> Berlusconi torna in campo, meeting con Draghi e social monopolizzati

LEGGI ANCHE >>> Dubbi centrodestra, se Salvini apre fuori Movimento Cinque Stelle

Ministero della transizione ecologica: il punto di partenza. Come funzionerà? E’ Giovannini il nome in pole

Il primo punto di partenza sono le competenze. Il motivo per cui fa gola a molti questa posizione è figlia dell’accorpamento. Mise e Ambiente. Molti fondi da spendere, e un bel teatro politico. Il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, avrebbero semplicemente chiesto a Draghi di scegliere «una figura molto competente, perché bisogna fare scelte giuste in poco tempo». Il nome potrebbe essere dunque quello di Enrico Giovannini, un economista, statistico e accademico italiano. Sposato, padre di due figli, è stato Chief Statistician dell’OCSE dal 2001 all’agosto 2009, presidente dell’Istat dall’agosto 2009 all’aprile 2013. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta.

È co-fondatore e Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), una rete di oltre 270 soggetti della società civile italiana.

È Professore ordinario di statistica economica all’Università di Roma “Tor Vergata”, dove insegna Statistica e Analisi e Politiche per lo Sviluppo Sostenibile, docente di Sviluppo Sostenibile presso l’Università LUISS e la Scuola Nazionale di Amministrazione (SNA), Senior Fellow della LUISS School of European Political Economy, Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies. Collabora con il Joint Research Centre[4] della Commissione Europea.