Matteo punta Matteo, potrebbe scoppiare il caos nel governo

Finisce sempre così, Matteo punta Matteo. E all’orizzonte ecco un enorme polverone. 

Salvini, Bellanova

Così impara Renzi, direbbe qualcuno. Se ti porti Salvini in casa, allora ecco cosa succede. Tu non chiedi nulla, dici, e lui invece chiede proprio quello che vuoi segretamente tu. E che pensavi non volesse nessuno.

Il domino potrebbe partire, manco a dirlo, dalle famose condizioni imposte dal Movimento Cinque Stelle. Di Maio vorrebbe proseguire con il suo incarico alla Farnesina, e a quel punto sarebbe ressa. Salvini pretenderebbe l’agricoltura, che fino ad oggi sembrava scontato fosse di Teresa Bellanova. Se Draghi dovesse rigettare la richiesta, allora ecco Giorgetti allo Sviluppo Economico. Pronto a saltare così il nome di Patuanelli che invece sarebbe stato prevedibilmente riconfermato, e apprezzato più o meno da tutti i contendenti. Nonostante sia in quota cinque stelle.

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Matteo punta Matteo, potrebbe scoppiare il caos nel governo. Draghi incassa il primo “no”, è di Antonio Decaro

E’ arrivato in queste ore il primo no per Mario Draghi, e lo ha pronunciato Antonio Decaro. Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci ha rifiutato il posto del concittadino Francesco Boccia, ovvero quello del Ministero agli Affari Regionali. “Rimango a fare il sindaco” avrebbe detto Decaro, guida del rinascimento del capoluogo pugliese.

Il Pd, tentato addirittura dall’inserimento di Zingaretti, potrebbe scegliere di puntare sui capi corrente: Orlando, Franceschini o Guerini. Tutti e tre sono nomi caldi, nessuno però andrebbe a ricoprire ruoli di rilievo. A quel punto sarebbe più assennato mantenere la posizione di Dario Franceschini. Un posto potrebbe trovarlo anche un esponente dei gruppi più piccoli, vedi Azione o Più Europa. Loro si sono definiti sostenitori a lungo raggio, magari una posizione di responsabilità potrebbe essere data a Calenda. L’ex titolare del Mise potrebbe dar seguito ai tanti moniti di questi mesi, e lavorare progettualemente per il Governo. Accettando di distrarsi da Roma? Vedremo. L’unica, scontenta rimarrebbe la povera Teresa Bellanova

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