Crisi di Governo, la posizione della Bellanova: “Non si può tirare a campare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:42

Il ministro dell’Agricoltura affonda il colpo forse definitivo di questa crisi. La posizione di Italia Viva non cambia.

La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, ha rincarato la dose in merito alla già delicata crisi che da settimane ormai cova all’interno del Governo. Italia Viva, il soggetto creato e guidato da Matteo Renzi, minaccia di ritirare i propri rappresentanti, tra ministri e sottosegretari per lo scarso peso che alcune proposte hanno riscontrato nelle logiche delle maggioranza. La posizione ora si fa assai delicata, con il partito che probabilmente nella giornata di domani dovrebbe chiarire la sua posizione definitiva.

Nell’esecutivo, le tensioni non accennano ad attenuarsi insomma. Il nodo resta sempre la posizione rispetto all’utilizzo dei soldi del Recovery Fund. Italia Viva ha più volte espresso il suo parere discorde rispetto agli alleati di Governo, e stando a quanto dichiarato spesso dallo stesso Renzi, tale posizione non è mai stata presa del tutto in considerazione, portando a minacce ed ultimatum, che finora non si sono ancora, mai, concretizzati.

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Crisi di Governo, la posizione della Bellanova: l’aria che tira non lascia presagire un dietrofront

Conte non può – ha dichiarato la Bellanova – trattare il Parlamento e persino il Consiglio dei ministri come un parco buoi. Passiamo per piantagrane. Per disturbatori. Ma, solo per stare alla mia personale esperienza di Governo, se non avessi piantato delle grane non so se la filiera agroalimentare avrebbe retto in pieno lockdown

“Sul Recovery abbiamo ottenuto un risultato per il Paeseo – continua – ora valuteremo merito per merito le singole questioni. Per quanto riguarda la situazione complessiva è evidente che rimangono delle problematiche aperte. Conte continua a lanciare delle sfide – spiega la Bellanova – ma sarebbe utile che si mettesse a costruire un’alleanza, oppure sta lavorando per i responsabili ma non è un comportamento corretto verso la maggioranza. Non si può continuare così – conclude – il metodo è anche merito e se non c’è affidabilità tra le persone che devono lavorare insieme o si cambia metodo o si cambiano le persone