Mario Draghi, l’uomo per risolvere la crisi: le manovre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:07

Mario Draghi è stato chiamato come un moderno Mister Wolf: è lui l’uomo per risolvere la crisi 

Mario Draghi
Mario Draghi (Facebook)

Sono tanti i temi su cui il governo di Mario Draghi sarà chiamato ad intervenire, dalla giustizia alla riforma della pubblica amministrazione. Oggi sulle pagine de Il Corriere Economia è stato offerto una spaccato di quelle che potrebbero essere le priorità del governo tecnico istituzionale che è pronto a nascere.

Tra i temi più caldi, ed urgenti certamente si trovano le misure sanitarie. La campagna vaccinale è l’urgenza numero per un paese che ha fretta di ripartire. Con il controllo della situazione sanitaria, sarà possibile tornare a riaprire le attività commerciali, anche quelle aperte ai grandi flussi. Vedi turismo e ristorazione, colpiti inesorabilmente dall’emergenza Covid. Dunque, quando si avrà capacità di spesa allora bisognerà pensare a come evitare di perdere tempo per ogni passo che si penserà di fare. Ecco che diventa provvidenziale il tema della giustizia, soprattutto dello snellimento della struttura burocratica.

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Mario Draghi, l’uomo per risolvere la crisi: le manovre. Si attende intervento sul lavoro

Abbiamo doverosamente accolto Draghi come l’uomo del whatever it take. Quello che non abbiamo capito è, il suo slogan abbinato al nostro panorama poltiico-sociale dove ci porterà. Ed allora ecco la domanda, in materia di lavoro come si procederà? Forse uno dei più grossi dubbi sorge lì. Tra un mese ormai scadrà il blocco dei licenziamenti, e con la campagna vaccinale da immaginare ancora nei dettagli è difficile fissare una data per la ripresa. Se fosse dato il via libera ai licenziamenti, è realistico immaginare che molti datori di lavori si dovranno causa gioco forza disfare di alcune spese a bilancio. E purtroppo il dito ricadrà su dei lavroatori, che ad oggi andrebbero solo ad ingrossare le fila dei disoccupati. Un passaggio che certo non possiamo permetterci vista la situazione critica già prima della pandemia.