Chi ci pensa ai detenuti, alla loro salute? L’appello: “Vaccinateli”

La senatrice a vita, Liliana Segre, in un evento organizzato in occasione della giornata della memoria ha parlato anche di questo.

Liliana Segre
Liliana Segre (Facebook)

L’occasione è la celebrazione della giornata della Memoria, un evento organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, in quest’occasione l’intervento di Liliana Segre, che ha vissuto l’orrore della persecuzione razziale e della prigionia, è un appello in favore di tutti i detenuti d’Italia, di tutte le donne ed uomini, che in questo momento vivono la condizione della detenzione. Anche a loro, in questa delicata e complessa fase d’emergenza, lo Stato deve provvedere, anche la loro salute deve essere considerata preziosa.

La senatrice, parla di San Vittore, e del suo ricordo, della sua esperienza, da detenuta nel carcere Milanese. La necessità di fornire i detenuti di vaccino, è di importanza vitale, e lo Stato ha il dovere di provvedere anche a loro, anche a chi è rinchiuso in cella perchè colpevole di qualcosa di orribile. Il vaccino, dovrebbe entrare nelle carceri e mettere al sicuro quanti più detenuti possibili, che già, nella maggior parte dei casi, vivono in condizioni disumane.

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Chi ci pensa ai detenuti, alla loro salute? Proposto un piano vaccinale

“Torno spesso a San Vittore – ha dichiarato Liliana Segre –  perché sono stata in queste celle per 40 giorni quando ero una ragazzina e so cosa significa, anche se sicuramente le carceri erano molto diverse da oggi. Sempre per questo motivo mi sto battendo tanto affinché i detenuti vengano vaccinati subito. Quei detenuti furono gli unici a farci sentire persone e oggi quel gesto mi obbliga a battermi per coloro che vivono in carcere”. Queste le dichiarazioni della senatrice Liliana Segre, che ha, inoltre,  appoggiato un preciso piano vaccinale per tutti i carcerati.