Fuoco spianato, poi le comunicazioni da Firenze si son chiuse

Le comunicazioni da Firenze son chiuse, Iv passa un weekend in silenzio dopo settimane di fuoco. 

Renzi senato
Renzi senato (Facebook)

Secondo le indiscrezioni del Corriere della Sera, rilanciate in queste ore da altri siti, il capo di Italia Viva ha chiamato il silenzio della sua squadra. Lo sguardo è puntato su Conte, in attesa che faccia la sua mossa.

Renzi ha prima ritirato le sue ministre, poi aperto il fuoco diretto verso i suoi nemici: nel mirino dell’ex premier ovviamente il suo successore (sia pur non diretto) Giuseppe Conte. La sera della mancata maggioranza assoluta al Senato l’ex Segretario Dem ha partecipato ad un paio di interventi televisivi, poi ancora una manciata di interventi il giorno dopo per poi sparire nel silenzio.

LEGGI ANCHE >>> Il Governo verso lo scontro decisivo, Berlusconi sta con Renzi

LEGGI ANCHE >>> Conte al colle, ma quando? Settimana decisiva. Spaventa Di Maio pilota

Fuoco spianato, poi le le comunicazioni da Firenze si son chiuse. La strategia di Iv, l’attesa della prossima mossa

Sembrerebbe tutto studiato, è questa la mossa del (cacio)cavallo. Così come l’aveva definita negli scorsi giorni il Direttore del Foglio, Claudio Cerasa. Ora le comunicazioni da Firenze sono interrotta, e i vivaci sono in attesa di novità.  “Weekend libero ragazzi: stacchiamoci da social e telefono”. È questo il messaggio inviato da Matteo Renzi nella chat di Italia Viva. A renderlo noto è il Corriere della Sera, secondo cui il fu rottamatore avrebbe deciso di cambiare strategia e di utilizzare quella del silenzio. Dopo essere stato sovraesposto mediaticamente nelle ultime settimane, insieme alle sue (ex) ministre e a tutti i renziani di punta, il senatore di Rignano ha deciso di chiudersi nella sua villa di Firenze, dove monitora incessantemente le dichiarazioni dal fronte Pd e M5s.

In particolare il Corsera assicura che Renzi è impegnato a tenere aggiornato il pallottoliere del Senato in vista della votazione di giovedì sulla relazione di Alfonso Bonafede.