Fontana prevede la zona rossa, poi la rifiuta: cosa succede alla Lombardia?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:43

Il governatore della regione lombarda Attilio Fontana prevede la zona rossa ma poi non l’accetta. Cosa significa?

Fontana
Fontana (Tgcom)

Lo scorso 11 gennaio, Attilio Fontana, governatore della regione Lombardia, dichiarava che i casi nella sua regione stavano aumentando ed i parametri peggiorando giorno dopo giorno, anticipando che di questo passo si sarebbe finiti in zona rossa. In un certo senso prevedendolo, consapevole del fatto che la situazione stessa drammaticamente peggiorando con il passare dei giorni. Un atteggiamento, realisticamente responsabile il suo.

Pochi giorni dopo, siamo ad oggi, il Governo vara il nuovo dpcm e piazza la Lombardia in zona rossa. Bene, si potrebbe dire, al posto di Fontana, che siccome aveva predetto la cosa consapevole del peggioramento della situazione, dovrebbe essere ben lieto di mettere al sicuro i propri cittadini. E invece cosa succede? Fontana non ci sta, non accetta la decisione del Governo, parla con Speranza, minaccia ricorsi. Ma che senso ha tutto ciò?

LEGGI ANCHE >>> Coronavirus, la Lombardia verso zona rossa, Fontana: Rt, di colpo su

LEGGI ANCHE >>> Azzolina in difficoltà sul rientro a scuola, Fontana smentisce ritardi sui vaccini

Fontana prevede la zona rossa, poi la rifiuta: qual’è il gioco del governatore lombardo?

“La zona rossa è troppo penalizzante per la Lombardia – ha dichiarato Fontana – mi riservo di impugnare l’ordinanza. Il governatore lombardo, Attilio Fontana. Ho chiesto a Speranza di ripensarci – ha spiegato Fontana – noi non condivideremo l’ordinanza, io sono sempre stato cauto e attento a far rispettare le regole ma in questo caso ci sono cose che non funzionano”.

Una posizione realisticamente incomprensibile quella del numero uno del pirellone. Pochi giorni prima dichiara la situazione in fase di peggioramento, ma quando il Governo agisce per porre rimedio alla cosa esplode in un folle tentativo di reazione, minacciando azioni che non avrebbero alcun senso, se ti sta a cuore, come prima cosa la salute dei cittadini.