Recovery, la bozza apre alle intemperanze interne: meno sussidi, ipotesi Mes

E’ tutto pronto per la nuova bozza del recovery fund: il ministro Gualtieri ha ceduto alle intemperanze di Iv, e ha addrizzato il tiro.

Bonus 600 euro, ministro Gualtieri
Fonte Getty Images

Tante le novità sulla nuova bozza, in cui è prevista una diversa riallocazione dei fondi. Come se il governo avesse deciso di dare un contentino ai renziani, con grande felicità del pavido Pd fino ad ora nascosto dietro le invettive dei renziani.

La novità principale è l’incremento della quota destinata agli investimenti. Su 196 miliardi destinati all’Italia da Next Generation Eu (gli altri 13 miliardi verranno direttamente da altri programmi come React Eu) ben 120 miliardi saranno destinati al finanziamento delle spese in conto capitale, mentre i restanti 76 miliardi andranno al finanziamento dei bonus tra i quali l’unico certo di continuare ad avere una dotazione cospicua è quello del 110% per le ristrutturazioni edilizie cui dovrebbero essere destinati complessivamente 22,4 miliardi.

L’obiettivo, pertanto, dovrebbe essere quello di dedicare ai progetti di investimento circa il 70% delle risorse disponibili, mentre la quota restante andrebbe a finanziare le varie forme di sussidio. In questo modo si andrebbe incontro ai desiderata di Matteo Renzi anche se, al momento, è difficile stabilire se tale ripartizione sia sufficiente a far rientrare la minaccia di crisi.

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Recovery, la bozza apre alle intemperanze interne: meno sussidi, ipotesi Mes. Possibile prestito sanitario per una decina di miliardi

L’altra novità rilevante, emersa già nella tarda serata di martedì, è il raddoppio dei fondi destinati al capitolo sanità che passano da 9 a 18 miliardi di euro.

Tale ammontare non esclude a priori un ricorso ai prestiti del Mes sanitario, magari per un ammontare ridotto rispetto ai 37 miliardi disponibili per l’Italia (secondo i rumors si potrebbe chiedere una decina di miliardi, anche in questo caso per placare le intemperanze di Iv).

Come evidenziato dal presidente del Consiglio, infine, «maggiori risorse saranno destinate ai giovani, al terzo settore, agli asili nido e alle persone con disabilità», richieste che portano la firma del Partito democratico che con i ministri degli Affari Ue Amendola e della Coesione Provenzano avrà voce in capitolo nella stesura del testo definitivo, sebbene nessuna indicazione finora sia trapelata su come sarà composta la cosiddetta «cabina di regia».

 

 

 

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