Cina, raccontò l’inizio della pandemia a Wuhan: giornalista punita severamente

Ancora misteri e incertezze sui fatti di Wuhan: una giornalista è stata condannata al carcere dopo avere parlato della diffusione Covid.

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Un altra vittima legata al Covid… ma questa volta non al virus in se per se! Si tratta infatti di un altro atto misterioso che del governo cinese, come punizione per chi ha diffuso informazioni legate all’emergere ed al diffondersi della pandemia.

In questo caso la vittima è Zhang Zhan, giornalista cittadina ed ex avvocato, condannata a 4 anni di prigione dal Tribunale di Shangai per aver diffuso informazioni sul diffondersi del virus venuto dalla città di Wuhan.

La sentenza che ha dichiarato la colpevolezza della donna è stata delineata brevemente come fatto per aver “raccolto litigi e provocato problemi in scia alla segnalazione dei fatti iniziali della pandemia quando, nella città focolaio del virus, si parlava di “polmonite misteriosa”.

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Cina, raccontò l’inizio della pandemia a Wuhan: giornalista punita severamente e incarcerata

“Zhang Zhan sembrava devastata alla lettura della sentenza”, ha riferito Ren Quanniu, uno degli avvocati della difesa. La sentenza ha confermato infatti per la donna i 4 anni di detenzione.

Il governo cinese, attuando queste restrizioni di libertà a chi il virus lo ha percepito per primo ed ha provato a raccontarne l’origine e lo sviluppo, conferma sempre di più la forma di manipolazione delle notizie messe in atto per salvaguardare il governo cinese da possibili coinvolgimenti nella diffusione di notizie riguardanti il covid.

Vi erano stati molti attacchi verso una possibile diffusione voluta del virus da parte della Cina. In particolare il Presidente Trump aveva sostenuto non solo che la Cina avesse creato artificialmente il virus in laboratorio, ma che lo abbia utilizzato anche a mo’ di arma, diffondendolo volontariamente in tutto il mondo.