Vaccino, il Vaticano apre all’utilizzo dei feti abortiti per ricerche Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:44

La discussa questione sull’utilizzo dei feti abortiti per la ricerca tramite linee cellulari per contrastare il covid è stata approvata.

Vaticano

Il benestare del Vaticano e soprattutto del Papa sulla questione delle ricerche effettuate su feti di piccoli abortiti per il Covid, è arrivato.

La nota del Vaticano firmata dal Prefetto cardinale Luis Ladaria e del segretario monsignor Giacomo Morandi, approvata dal Papa il 17 dicembre, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha definito:

“è moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”.

E la nota prosegue per confermare l’accettazione del caso nell’attuale situazione di emergenza sanitaria data dalla pandemia: “Qualora non siano “disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili si possano usare tutte le vaccinazioni riconosciute come clinicamente sicure ed efficaci con coscienza certa che il ricorso a tali vaccini non significhi una cooperazione formale all’aborto dal quale derivano le cellule con cui i vaccini sono stati prodotti”.

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In particolare i due feti in questione sono stati abortiti negli anni Sessanta. La dottrina si rifà all’Istruzione Dignitas Personae, approvata da Benedetto XVI, la quale specificava che “esistono responsabilità differenziate dato che nelle imprese che utilizzano linee cellulari di origine illecita non è identica la responsabilità di coloro che decidono l’orientamento della produzione rispetto a coloro che non hanno alcun potere di decisione”.

La nota “sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid 19” ricorda tre precedenti pronunciamenti sullo stesso tema: quello della Pontificia Accademia per la Vita (Pav) del 2005; l’Istruzione della Cdf Dignitas Personae del 2008, e infine una nuova nota della Pav del 2017.