Il falegname assassino: chi era l’uomo che ha tagliato la gola ai suoi figli

Alessandro Pontin sul suo profilo Facebook predicava amore con frasi e citazioni del Buddha, ma dietro rivelava un animo oscuro.

Chi era il falegname omicida?

Alessandro Pontin, 49 anni, ha ucciso i suoi due figli sgozzandoli brutalmente come due agnelli sacrificali. 

Negata la presunta tesi iniziale che delineava un omicidio dei piccoli nel sonno, mentre Francesca e Pietro, 15 anni lei, 13 lui, erano svegli e pienamente coscenti.

Il “padre” li ha rincorsi per tutta casa con un coltello da macellaio, li ha uccisi tagliandogli di netto la giugulare e lo stesso uomo si è poi tolto la vita allo stesso modo.

L’ex moglie dell’omicida e mamma delle due vittime Roberta Calzarotto, infermiera all’ospedale di Camposampiero, è inconsolabile e non si capacita ancora dell’accaduto, quasi non riuscisse a risvegliarsi da un brutto sogno… un incubo. Appena appresa la notizia è svenuta ed è stata ricoverata d’urgenza in stato di shock.

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Il falegname assassino: “Nemmeno una bestia ammazza in quel modo i propri figli”

La donna non ha ancora avuto la forza di lasciare dichiarazioni. Si è fatto forza il fratello e zio dei ragazzi morti, Claudio Calzarotto, che ha spiegato a suo avviso la motivazione che abbia fatto scaturire la furia omicida dell’uomo:

“Mia sorella percepiva 100 euro al mese per i due bambini e al magistrato sembrava una cifra non adeguata, eccessivamente bassa. Lei aveva chiesto qualcosa di più, ma proprio questa settimana è stato tutto archiviato e lei era molto arrabbiata. Sembrava che lui non avesse colpe e invece…”

Interviene anche il nonno dei due, Aldo Calzarotto, anch’egli ancora notevolmente provato dall’accaduto, un grido di dolore:

“Nemmeno una bestia ammazza in quel modo i propri figli. Ma che uomo era questo?”.

E prosegue: “Più volte mia figlia era stata a parlare con i carabinieri di quell’individuo che faceva cose strane. Purtroppo siamo arrivati a questo, i ragazzi sono morti e io ho perso tutti e due i miei adorati nipoti. Andavo a prenderli a scuola ogni giorno, perché mia figlia lavora. Mangiavano con me e mia moglie. Come viviamo senza di loro?”.