Festini Genovese, raccapricciante: “La mia amica era lì, in mezzo ai suoi escrementi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:34

Ci sono altri dettagli raccapriccianti che raccontano come finivano certe feste organizzate da Alberto Genovese e amici.

Alberto Genovese (Facebook)

“Lui nel party era sempre molto fisico”. ‘Lui’ è Alberto Genovese, in carcere perché accusato di stupro. ‘Molto fisico’ è un eufemismo, perché nel racconto vero e proprio fatto da una modella, ne esce fuori ancora una volta il ritratto dell’onnipotenza, della violenza, del sopruso. Forse senza drogarle, le ragazze non le avrebbe nemmeno potute sfiorare. Eppure, sembrerebbe ne abbia toccate, e tante.

Kristina ha fornito la sua versione dei fatti in studio da Barbara D’Urso a Live Non è la D’Urso.Ho conosciuto Genovese – ha raccontato – quando avevo 18 anni, per caso, un ragazzo mi ha detto ‘Andiamo in piscina’ e sono finita da lui. Era giorno, verso sera si è movimentata la situazione e sono arrivate altre persone. Nel pomeriggio ha provato ad approcciarmi, io l’ho respinto mentre circolava alcol e droga”.

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Festini Genovese, raccapricciante: “camminava a gambe divaricate”

Il racconto della ragazza ospite di Barbara d’Urso continua e i dettagli diventano sempre più inquietanti: raccontano di ragazze perse tra la droga e l’alcol, ragazze annientate dal loro volere, prigioniere. “Ho partecipato a una decina, forse una ventina di feste. Lui nei party era sempre molto fisico: si avvicinava a tutte le ragazze, ci ballava in modo provocante però tutti lo accettavano perché era lui che offriva. Aveva una specie di Sindrome da sceicco, non c’erano altri uomini se non alcuni amici e il suo braccio destro”.

L’imprenditore è in carcere con l’accusa di aver violentato due ragazze, una 18enne nel suo attico milanese vista Duomo in ottobre e un’altra giovane a Ibiza, la scorsa estate. E Kristina parla proprio di Ibiza. “Ho preso il suo aereo molte volte per andare a Ibiza. Una di queste eravamo quattro ragazze (di cui tre modelle), un ragazzo e appunto Alberto Genovese. Una di loro, che veniva dalla Lituania, ha cominciato a provarci con lui. Dopo poche ore si sono chiusi in camera e non li abbiamo visti per tre giorni.

Tre giorni chiusi in camera. “Quando la festa è finita e gli altri invitati se ne sono andati – continua il racconto Kristina –  “noi l’abbiamo poi ritrovata in una camera, a letto, addormentata nuda fra i suoi escrementi. Non so cosa sia successo, posso supporre. L’hanno messa sotto la doccia, dov’è rimasta per un’ora. Non ha voluto un’ambulanza, forse perché aveva assunto droghe. Ha smesso di parlare, camminava a gambe divaricate, una scena che non posso dimenticare. Noi stupidamente pensavamo che fosse colpa sua, perché reduce dall’uso di sostanze stupefacenti. Oggi capisco che forse abbiamo sbagliato a giudicare”.