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<p><strong>I dispositivi di iniezione scelti dal commissario Arcuri sarebbero più performanti ma non disponibili nell&#8217;immediato. Si rischia un ritardo.</strong></p>
<p>Nei giorni scorsi, il governatore del Veneto Luca Zaia aveva tirato le orecchie all&#8217;Europa, accusata di arrivare tardi sul vaccino persino rispetto alla Gran Bretagna, che dall&#8217;Ue è praticamente ormai fuori. <strong>A voler guardare più in casa nostra</strong>, però, pur non essendo ancora stato dato il là ufficiale ad alcuna Big Pharma per l&#8217;inizio della vaccinazione, il ritardo potrebbe riguardare anche più nello specifico il nostro Paese.</p>
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<p>Nelle ultime ore è infatti emerso come<strong> un ritardo nell&#8217;inizio della campagna vaccinale</strong> potrebbe essere portato dalle siringhe. Ancora più di affari già complessi come la distribuzione e la conservazione delle dosi. Gli strumenti di iniezione scelti dal commissario all&#8217;Emergenza, <strong>Domenico Arcuri</strong>, richiederebbero infatti più tempo prima di poter essere disponibili.</p>
<p><em><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/12/02/vaccini-zaia-regno-unito-covid/">Vaccini, Zaia bacchetta l’Europa: “In Gran Bretagna arrivano prima…”</a></strong></em></p>
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<h2>Covid, l&#8217;Italia pronta al vaccino ma scivola sulle siringhe: &#8220;Ancora non disponibili&#8221;</h2>
<p>La questione è emersa durante la trasmissione Tagadà, su La7, dove <strong>Antonio Masseroni</strong>, il responsabile dell&#8217;azienda Pentaferte, nel Teramano, avrebbe precisato come le siringhe scelte da Arcuri siano un prodotto di alta qualità. Ma anche come la sua disponibilità <strong>potrebbe non arrivare prima di tre mesi</strong>. Un tempo sostanziale in una fase in cui al vaccino si guarda con speranza e, soprattutto, con impazienza.</p>
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<p>Oltre alle tempistiche più lunghe, anche i costi sarebbero più elevati, proprio in virtù della migliore qualità del prodotto. &#8220;L&#8217;Italia &#8211; ha spiegato Masseroni &#8211; <strong>ci ha chiesto 157 milioni di siringhe</strong> che invece si avvitano, di un tipo indubbiamente più performante ma anche più costoso, meno reperibile e inusuale per la somministrazione dei vaccini. L&#8217;ordine è partito da poco, non potremo avviare la produzione prima di due-tre mesi&#8221;.</p>
<p>Diverso, ad esempio, <strong>il caso della Francia</strong> che avrebbe chiesto siringhe standard e che sarebbero già in produzione. Ma anche altri Paesi, come Germania e Spagna, si starebbero orientando su siringhe di questo tipo. I 150 milioni circa di campioni richiesti dall&#8217;Italia, invece, potrebbero arrivare addirittura dopo le prime dosi di vaccino. Creando una forbice di un paio di possibili mesi per iniziare concretamente a somministrarle.</p>
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