<p><strong>L&#8217;ultimo dispetto, l&#8217;ultimo scherzo all&#8217;amico brasiliano, giochi da miti, giochi da grandi campioni, Maradona e Pelè.</strong></p>
<figure id="attachment_109492" aria-describedby="caption-attachment-109492" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-109492" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/11/Maradona-Pele-Facebook.jpg" alt="Maradona Pelè" width="1280" height="804" /><figcaption id="caption-attachment-109492" class="wp-caption-text">Maradona Pele (Facebook)</figcaption></figure>
<p>Forse un <strong>dispetto</strong>, forse l&#8217;ultimo scherzo ad un amico. Una cosa tra <strong>campioni</strong>, tra grandi fuoriclasse. <strong>Amico</strong> mio, sembra dire, ora ti godi lo spettacolo della mia glorificazione. L&#8217;ultima beffa, l&#8217;ultimo sorriso guascone, l&#8217;ultimo occhio <strong>strizzato</strong> di chi sa di aver strappato un sorriso. Dieci contro <strong>dieci</strong>, talento contro talento, Argentina contro Brasile, follia contro compostezza, magia contro tecnica, <strong>Maradona contro Pelè</strong>. Non basterebbero <strong>fiumi</strong> di inchiostro, di tasti battuti, per <strong>descrivere</strong>, raccontare questa storia.</p>
<p>Due ragazzi, un <strong>pallone</strong> ed un sogno. Qualche anno di distanza, e la <strong>decisione</strong> del sistema che <strong>regola</strong> tutto, che quei due devono essere <strong>nemici</strong>, di campo si intende. E poi le bandiere, l&#8217;orgoglio <strong>sudamericano</strong> da due diversi punti di vista. <strong>Argentina e Brasile</strong>. La sfida è servita, a colpi di <strong>calcio</strong>, a colpi di magia, un pallone e quella rete che si muove, quasi obbligata ad inchinarsi al <strong>talento</strong> di chi sa di essere il <strong>migliore</strong>. Ma chi dei due lo è?</p>
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<h2>&#8220;Hei amico, il più grande sono io&#8221;: E Diego salutò il suo eterno rivale</h2>
<p>Tra i primi inni <strong>partenopei</strong>, dopo l&#8217;arrivo dell&#8217;argentino in città. &#8220;<a href="https://www.chenews.it/2020/11/26/maradona-fidel-morte-giorno/">Maradona è meglio e Pelè</a>&#8220;, un grido, la ricerca delle <strong>certezze</strong>, la convinzione di aver scelto il migliore, di avere tra le proprie fila il più grande calciatore di tutti i tempi. E a chi puoi <strong>paragonarlo</strong>? A chi puoi accostarlo, <strong>scandendo</strong> bene che poi tutto sommato, lui, Diego è anche più forte. A chi, se non a <strong>Pelè</strong>. Ci avevano provato qualche anno prima con <strong>Canè</strong>, i napoletani, ma non era andata come <strong>speravano</strong>.</p>
<p>Diego, è <strong>Diego</strong>, non è altro. Diego è quello che sa quanto tu lo <strong>tema</strong>, ma che ti rispetta forse proprio per questo. Diego è quello che a <strong>Natale</strong> invia a tutti i calciatori di <strong>serie A</strong>, ma proprio a tutti, una <strong>cartolina</strong> d&#8217;auguri. Quello che accetta di giocare su un campo improponibile di periferia, a costo di farsi seriamente male, per beneficenza. Diego è quello che al suo amico <strong>Jose Mourinho</strong>, lo chiama dopo una <strong>sconfitta</strong>, non dopo una vittoria. E allora magari Diego, in questo momento starà guardando <strong>Pelè</strong>, e pensando, sorridente: &#8220;Vai amico, goditi il mio trionfo&#8221;.</p>
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