Cornavirus, a Berlino migliaia in piazza contro le restrizioni: “come i nazisti”

Non hanno preso bene i tedeschi le misure improntate dal proprio Governo contro la diffusione incontrollata del virus.

Proteste Berlino
Proteste Berlino (Tgcom)

I tedeschi scendono in piazza contro le restrizioni adottate dal Governo in linea con lo stato di lockdown che da qualche settimana è calato sul paese. Un lockdown leggero, cosi come la stesse Cancelliera Merkel ha dichiarato, niente di paragonabile a ciò che successe a marzo. Misure restrittive certo ma non totali ed opprimenti come nella precedente situazione. In concomitanza con il lockdown il Governo ha varato una serie di misure contenenti divieti ed obblighi da rispettare al fine di tutelare se e gli altri.

Ma una parte di Germania non ci sta e questa mattina è scesa in piazza per gridarlo forte, parecchie migliaia di persone si sono radunate alla Porta di Brandeburgo per prendere una posizione forte e netta contro l’oppressione ordita dall’esecutivo. Frange estremiste presenti nei vari cortei hanno addirittura paragonato certe misure, ad adottato ad inizio novecento dai nazisti, un paragone tanto forte quanto provocatorio che di certo avrà dei risvolti polemici.

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La Germania anticiperà nuovi scenari di protesta?

In piazza, a Berlino, negazionisti, contestatori delle misure che opprimono l’economia e frange estremistiche di destra, quasi sempre presenti in queste occasioni, anche in Germania. La protesta ha visto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno risposto con l’attivazione degli idranti, alle provocazioni dei fuochi d’artificio e delle aggressioni verbali. La situazione sembra essere al momento sotto controllo anche se la piazza è imprevedibile.

Ovunque in Europa, movimenti negazionisti, estremisti e quant’altro si ritrovano per protestare contro le azioni di contenimento dei governi, che in fin dei conti provano a fare gli interessi anche di chi protesta. Situazioni che rischiano, se la situazione dovrebbe troppo dilungarsi di sfuggire di mano, e sfociare in ben altro.

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