Coronavirus 30 ottobre i medici concordi: “chiudete Lombardia e Campania”

La situazione resta immutata, i numeri non si fermano e sempre più medici chiedono misure molto più stringenti.

Terapia intensiva
Terapia-intensiva (LaPresse)

Lombardia e Campania restano le regioni maggiormente colpite dal virus, gli interventi delle istituzioni locali e nazionali nelle due regioni non sembrano sortire l’effetto sperato, ed intanto si fa sempre più insistente nel paese la voce di un imminente lockdown. Lo dicono i numeri, lo dicono i medici, lo dicono gli esperti del settore, e lo dicono le voci che sul web, sui social, iniziano a farsi sentire tra fake news e mezze verità.

Da giorni ormai si susseguono voci su cosa si dovrebbe fare nelle due regioni maggiormente colpite dal virus, e da diversi giorni numerosi esperti, o presunti tali convergono sul punto che sia a questo punto necessario chiudere, sigillare praticamente le due regioni per provare in questo modo a contrastare il contagio, senza più ricorrere a mezze misure, che come si sta osservando non stanno dando i risultati sperati.

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Il sistema sta collassando: “corriamo ai ripari prima che sia troppo tardi”

I pareri degli esperti, di cui si diceva, spesso contrastanti convergono con la necessità di smetterla con le mezze misure, anche perchè rischierebbero di portare ad interminabili giri di ordinanze per poi ritrovarsi al punto iniziale con il problema di fatto non ancora risolto. Ad oggi tra proclami in tv, lettere a Mattarella ed interviste sui giornali, ciò che succederà nel nostro paese non è forse ancora tanto chiaro, e si attende quindi con estrema prudenza.

In molte città il caos è ormai abbastanza evidente, dalla carenza di posti letto alla possibilità che il sistema non regga. In alcuni casi sembra non si aspetti altro che la chiusura totale per provare a gestire meglio l’emergenza, in altri invece pare si voglia insistere sul buonsenso delle persone, che in alcuni casi, con le mezze misure, fatica ad emergere.

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