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<p><strong>L&#8217;allarme di una mamma: ci sarebbero altri psicopatici che si nascondono dietro la maschera di Jonathan Galindo. Facciamo attenzione.</strong></p>
<figure id="attachment_93340" aria-describedby="caption-attachment-93340" style="width: 1271px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-93340 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/bimbo-suicida-napoli.jpg" alt="" width="1281" height="773" /><figcaption id="caption-attachment-93340" class="wp-caption-text">suicidio napoli pericolo rete</figcaption></figure>
<p><strong>Gli adolescenti corrono pericoli in rete</strong>. Questo è risaputo ma dopo il suicidio dell&#8217;undicenne di Napoli, il tema challenge e psicopatici che si nascondono nel mondo sommerso di internet, è venuto fuori con tutta la sua drammaticità. E non si dica che se ne parla troppo solo perch° c&#8217;è stato un morto: se sarà necessario ne parleremo tutti i giorni.</p>
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<p>E soprattutto saranno i genitori a doverlo fare dopo le testimonianze choc di alcuni amici dell&#8217;undicenne che si è gettato dal decimo piano: <strong><em>&#8220;se l&#8217;uomo nero ci chiedeva di seguirlo, ci saremmo buttati anche noi&#8221;</em></strong>. Terrificante, se fosse vero, perché anche i ragazzi tendono ad esagerare presi dall&#8217;attenzione mediatica. Però ne basta uno che lo faccia, ed già un dramma, un problema gravissimo da superare. Secondo una mamma napoletana intervistata daIl Messaggero : <strong><em>&#8220;ci sono altri adolescenti coinvolti nel gioco di Jonathan Galindo&#8221;.</em> </strong></p>
<p><strong>Il personaggio di Jonathan Galindo</strong> è stato creato da un costumista, nulla a che vedere con i pazzi che ora usano quella maschera inquietante per spaventare i bambini e coinvolgerli in giochi al massacro che spesso hanno il loro drammatico epilogo nel suicidio. <em>«Il primo episodio che mi è stato riferito risalirebbe al periodo del lockdown</em> &#8211; spiega al Messaggero la mamma di Napoli &#8211; <em>una ragazzina, 14 anni da compiere, è stata contattata su Instagram»</em>, poi un altra esca: <em>«A riferirlo un altro 14enne che ha un fratello minore coetaneo del bambino che è morto. Il più piccolo gli ha detto di essere stato contattato da Jonathan Galindo».</em></p>
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<p><strong>Contattato da Jonathan Galindo.</strong> Ma come fanno i maniaci che si nascondono dietro la maschera di Pippo a contattare i giovanissimi?</p>
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<h2>Suicidio Napoli, &#8220;ciao, so dove abiti&#8221; come Jonathan Galindo adesca i giovanissimi</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-93590 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/10/chiejonathan-galindo-1collage-1.jpg" alt="" width="1281" height="772" /></p>
<p>La donna di Napoli che ha raccontato le sue paure al Messaggero, spiega che la morte dell&#8217;11enne ha profondamente turbato il figlio che oggi vivrebbe nel terrore: <strong><em>«Non vuole andare nemmeno in bagno da solo». </em></strong><em>Sa tutto: ho preferito affrontare io l’argomento, gli ho mostrato profili fake e gli ho detto che, fisicamente, nessuno ha quelle sembianze mostruose».</em></p>
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<p>Sa tutto. Questa è la chiave per tenere lontani i nostri figli dai pericoli della rete: parlare. Soiegare che i mostri non esistono, spiegare che i genitori sono l&#8217;unica speranza di aiuto. Raccontare dei pericoli di un mondo che nella realtà non esiste: internet. Sfruttare la rete per divertirsi, non per avere paura.</p>
<p>Una psicologa, sulla vicenda dell&#8217;undicenne di Napoli ha affermato: <strong><em>“E’ sbagliato parlare di suicidio… Il bambino era semplicemente in fuga da un pericolo…”</em></strong>. Di solito i delinquenti che si nascondono dietro il personaggio di Jonathan Galindo, vanno in cerca di vittime su Facebook, Tik Tok e Instagram, il loro primo approccio è sempre lo stesso: “<em><strong>So dove abiti”.</strong></em></p>
<p><em>“Tanti suoi amichetti prima di vivere tutto questo mi hanno detto che avrebbero fatto lo stesso. Sarebbero scappati anche loro, spingendosi giù…”</em>. Salvare i nostri figli non è difficile, basta stargli vicini.
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