Militare annegato, l’ira della moglie: “Ho saputo della sua morte dalla tv”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:40

La moglie del militare annegato a Milazzo per salvare la vita a due persone, racconta la sua versione delle cose. “Mio marito non è stato tutelato”.

militare milazzo annegato
Militare annegato Fonte: Facebook

La moglie di Aurelio Visalli, secondo capo della Guardia Costiera di Milazzo, annegato per salvare la vita a due persone in mare si sfoga. La moglie dell’uomo, sulle pagine del Corriere della Sera, ha raccontato quanto suo marito fosse dedito al suo lavoro. “Vado a servire la Patria”, diceva ogni mattina al loro figlio, fiero di quello che era il lavoro della sua vita.

I fatti non tornano, secondo sua moglie e secondo sua cognata. Troppo esperto e razionale lui per farsi cogliere di sorpresa da un’onda anomala praticamente a riva. La vicenda non convince i familiari, che chiedono chiarezza e vogliono sapere cosa in realtà sia successo quel giorno in

Militare annegato: I dubbi dei familiari

Militare annegato soccorsi
Militare annegato soccorsi Fonte: Facebook

I familiari di Arturo Visalli vogliono vederci chiaro, e non credono alla versione ufficiale dell’incidente. Non è possibile che le cose siano andate in quel modo, e se cosi fosse, allora lo Stato non ha salvaguardato la vita di un uomo, che ogni mattina fiero ed orgoglioso diceva di andare a servire la Patria. Troppo orgoglioso del suo paese per esserne tradito. Non si capacita la moglie del militare, che ha appreso la notizia soltanto alla tv, senza che altri si preoccupassero di informarla.

Troppa la delusione verso quel paese che suo marito ha sempre fedelmente servito. Proprio per questo, la famiglia della vittima chiede che siano i colleghi, testimoni dell’accaduto, perchè impegnati nel salvataggio insieme alla vittima, a chiarire come siano realmente andate le cose. Cosa non ha funzionato, quanto fosse realmente efficace l’equipaggiamento, e se in effetti gli uomini erano forniti dell’equipaggiamento necessario al salvataggio. La vicenda dell’uomo, che ha dato la sua vita per salvare quella di un ragazzo e di una seconda persona ha commosso l’Italia.  Alla famiglia non basta la camera ardente allestita in Municipio. Vogliono la verità, e per questo sarebbero disposti anche a sottoporre la salma dell’uomo all’autopsia. La vicenda non è ancora finita.