<p><strong>Un caso incredibile a cui si stenta a credere. I profilattici usati venivano rimodulati per poi essere rivenduti. Migliaia di persone a rischio infezione </strong></p>
<figure id="attachment_92075" aria-describedby="caption-attachment-92075" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-92075" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/Profilattici-usati.jpg" alt="Profilattici usati " width="1280" height="892" /><figcaption id="caption-attachment-92075" class="wp-caption-text">Fonte Facebook &#8211; Quel che non sapevi</figcaption></figure>
<p>Può sembrare un racconto comico ed invece è tutto vero. In<strong> Vietnam</strong>, per l&#8217;esattezza in un magazzino nei pressi di <strong>Ho Chi Minh</strong>, la polizia ha scoperto e sequestrato migliaia di preservativi usati, circa 360 Kg equivalenti a 345mila pezzi. La segnalazione è arrivata da parte di un residente di zona. Secondo le indagini venivano rimodellati e poi rimessi sul mercato come se fossero nuovi.</p>
<p>La vicenda riportata in <strong>Inghilterra da &#8220;L&#8217;Indipendent&#8221;</strong> di primo impatto fa un po&#8217; sorridere, ma facendo un&#8217;analisi nemmeno troppo approfondita ci si rende conto della gravità e degli effetti deleteri che può comportare. Molte persone per via di questo traffico illecito e soprattutto antigienico rischiano seriamente di contrarre delle infezioni agli organi sessuali.</p>
<p>L&#8217;emittente statale <strong>Vietnam Television</strong> ha mostrato dei filmati raccapriccianti, con numerosi sacchi pieni di profilattici usati sparsi nella &#8220;fabbrica&#8221; presa in affitto. L&#8217;uomo sorpreso all&#8217;interno ha dichiarato di riceverne un numero piuttosto elevato ogni mese da una persona sconosciuta.</p>
<h2>Profilattici usati, le sconcertanti tecniche di &#8220;riciclo&#8221;</h2>
<figure id="attachment_92077" aria-describedby="caption-attachment-92077" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-92077" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/Profilattici.jpg" alt="Profilattici " width="740" height="553" /><figcaption id="caption-attachment-92077" class="wp-caption-text">Fonte Pixabay</figcaption></figure>
<p>A far luce definitivamente su come venivano rimessi sul mercato i <strong>contraccettivi</strong> ci ha pensato una donna arrestata durante il blitz. Stando alla sua deposizione rilasciata alla polizia, i &#8220;prodotti&#8221; usati prima venivano bolliti in acqua, poi essiccati e rimodellati su un fallo di legno e poi nuovamente confezionati per essere poi rimessi sul mercato.</p>
<p><strong>Per effettuare il processo di riciclaggio percepiva circa 0,17 dollari vietnamiti</strong> (pari a 13 centesimi di euro) per ogni chilogrammo di preservativi &#8220;rigenerati&#8221;. Non ci sono ancora notizie su quanti ne siano stati venduti, anche perché onde evitare controlli venivano rivenduti nei mercati locali.</p>
<p>Una situazione su cui bisognerà indagare ancor più a fondo, onde evitare che possano esserci ancora più &#8220;vittime&#8221;.<strong> <a href="https://www.chenews.it/2020/09/19/malati-brucellosi-cina-fuga-virus/">In un periodo storico già caratterizzato da diversi problemi di tipo sanitario</a>,</strong> infezioni di questo tipo possono essere ancor più pericolose.</p>
<p>In generale questo tipo di mercato ha già i suoi problemi legati a marchi contraffatti e alla mancanza di qualità. Se poi ci si aggiunge anche questo, forse è meglio utilizzare altri metodi anticoncezionali.</p>