Rieti, i sogni di Livia spezzati dalla malattia, a 15 anni: “Adesso spiccherai il volo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27

La città di Rieti è sotto shock per la prematura dipartita di Livia, che da diverso tempo combatteva contro una malattia oncologica

Livia Lestini

Le morti premature lasciano sempre tanto sgomento e tutta una serie di interrogativi su quanto alle volte la vita sia profondamente ingiusta. Il destino stavolta si è accanito nei confronti della piccola Livia Lestini, ragazza di appena 15 anni morta al Bambin Gesù di Roma. 

Era originaria di Rieti, ma si recava spesso presso l’ospedale capitolino per sconfiggere quel male che si era impadronita di lei. Purtroppo se l’è portata via, stroncando il suo avvenire e i tutti i suoi sogni tipici dell’età adolescenziale, quella in cui dovrebbe prevalere la spensieratezza e il divertimento.

Frequentava il liceo classico “Marco Terenzio Varrone” di Rieti ed era una grande appassionata di sport, in particolar modo di basket. La musica ricopriva un ruolo fondamentale nella sua esistenza, infatti aveva vinto alcuni riconoscimenti per le sue performance.

Al pari dei suoi coetanei amava utilizzare i social network, soprattutto TikTok dove ora ci sono le sue immagini più belle, quelle che in cui sorrideva insieme ai suoi amici tra canzoni e balletti.

In tanti hanno deciso di salutarla attraverso dei messaggi in rete prima dell’ultimo saluto nella chiesa di San Francesco Nuovo a Piazza Tevere a Rieti. 

Rieti: lo straziante ricordo della giovane Livia

Livia Lestini
Fonte Facebook – Sabiniatv.it

Nel frattempo si è unito al ricordo della giovane ragazza, anche Francesco Saverio Pasquetti, volto noto nella città reatina.

Le ha dedicato una lettera, in cui ha rimembrato la forza d’animo e la gran voglia di fare della ragazza. Parole profonde che emozionano e rendono l’idea del vuoto incolmabile lasciato da Livia.

“Inconsapevoli delle tue provo di “volo”, adesso lo spiccherai per davvero. Ti immagino nei cieli sconfinati dell’eternità dispiegare le tue ali ora maestose e più candide della neve”.

Questo è solo un breve passo del pensiero di Pasquetti, ma forse quello più significativo, da cui emerge la dolcezza di una povera anima fin troppo sfortunata.

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