La Sea Watch avvicina Palermo, Salvini: “Denunceremo il Governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

Con 353 persone a bordo, la nave Sea Watch 4, sta facendo rotta verso l’Italia. Si pensa alla Sicilia, ma Salvini non ci sta

La Sea Watch avvicina Palermo, Salvini: "Denunceremo il Governo"
Matteo Salvini (Fonte foto: Getty Images)

Una minaccia non di poco conto, quella lanciata dal leader della Lega, Matteo Salvini. Lo sfogo, attraverso il proprio Twitter personale, se il Governo acconsentisse allo sbarco di 353 nuovi migranti sul territorio italiano, scatterebbe la denuncia.

Una polemica che non nasce dal nulla, ma da qualcosa di molto concreto: la nave Sea Watch 4 infatti, ha fatto rotta verso Palermo ed è proprio lì che vorrebbe cercare rifugio, per il 353 ospiti raccolti in mare. Gli ultimi 150, sono stati trasportati in soccorso, dalla nave Louise Michel.

Ancora migranti verso l’Italia, Salvini alza la voce

Sea Watch in acque italiane (Fonte foto: Getty Images)

Da sempre, la questione migranti divide l’Italia, nel frattempo la Lega ne fa uno dei suoi punti di forza. E visto che ancora una volta, tantissime unità potrebbero sbarcare in Italia, ora il leader del partito, Matteo Salvini si fa sentire.

La Lega denuncerà il governo per FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA se permetterà lo sbarco di questi altri 353 clandestini a bordo dell’ennesima nave straniera illegale”. Questo, il tweet che fa discutere in queste ore, arrivato subito dopo la notizia della decisione da parte di Sea Watch 4, di virare verso la Sicilia.

A conferma dei fatti, la nota della Ong tedesca: “A 11 giorni dal nostro primo soccorso abbiamo finalmente un luogo sicuro per le 353 persone a bordo di Sea Watch 4. Ci stiamo dirigendo verso il porto di Palermo dove le persone saranno trasferite su una nave messa a disposizione dalle autorità per un periodo di quarantena”. Nave che tra l’altro, è intervenuta per salvare altre 150 vite, soccorrendo la Louise Michel.

Anche l’Ente delle Nazioni Unite si era intanto fatto sentire, denunciando l’assenza di sforzi da parte dei governi, per salvare vite umane. “L’assenza di accordi in merito a un meccanismo di sbarco nella regione, da tempo richiesto dall’Unhcr e dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni, non deve essere una scusa per rifiutare a persone vulnerabili”, c’era scritto all’inizio della loro nota a tal riguardo.

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