La scuola non riapre il 14 settembre: Azzolina scrive a docenti e presidi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:21

A due settimane dalla data annunciata per la riapertura delle scuole, continuano ad esserci insicurezza e impreparazione, le regioni che non aprono.

L’unica certezza sulla riapertura delle scuole è che…non ci sono certezze. Ogni giorno c’è una regione che fa da sè e cambia la data di inizio dell’anno didattico. La ministra Azzolina intanto annuncia una nuova liena guida che riguarda le scuole materne: “niente mascherine se si rispetta la distanza di un metro”. 

Non sarà semplice per educatori ed educatrici organizzare bambini dai 3 ai 5 anni facendo attenzione che nessuno si avvicini all’altro, ma dovranno farlo. Anche il punto interrogativo sui trasporti ha da oggi una risposta: i mezzi pubblici dovranno sfruttare non più dell’80% della capienza, sempre con mascherina ovviamente.

Campania, Abruzzo, Basilicata, Friuli, Sardegna, Puglia e Calabria non sono ancora pronte e non riapriranno il 14 settembre. Altre regioni potrebbero aggiungersi nelle prossime ore, ecco perché in realtà le scuole non riapriranno nella data auspicata dal governo. Anche perché ci sono le elezioni e il referendum con il voto previsto il 21 di settembre.

La scuola non riapre il 14 settembre, Azzolina scrive a docenti e presidi

lucia azzolina foto getty

La ministra Azzolina ha inviato una lettera aperta a presidi e docenti di tutta Italia. «Respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora – c’è scritto nella missiva […] O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Dimostriamo ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono. Che amano il proprio lavoro e lo svolgono con professionalità e impegno». 

La ministra dell’Istruzione giura di farcela ad evitare assembramenti a scuola. «Porteremo avanti questo percorso – scrive Azzolina riferendosi ai fondi che occorrono per la messa in sicurezza di tutte le aule – Così come dobbiamo immaginare e realizzare un Piano pluriennale di investimenti sull’edilizia scolastica, grazie all’impiego delle risorse provenienti dal cosiddetto Recovery Fund”.

Abbiamo un obiettivo preciso, da raggiungere in tempi certi: dotare il nostro Paese di scuole migliori, più sicure e funzionali alle esigenze di studentesse e studenti» – conclude.

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