<p><strong>Una bambina di 10 anni, rimasta incinta dopo essere stata stuprata da uno zio da quando aveva 6 anni, è riuscita ad abortire. Polemiche. </strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-83420 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/08/ABORTO-1.jpg" alt="" width="1280" height="807" /></p>
<p>Era al quinto mese di gravidanza, ben oltre la soglia consentita per potere abortire. Il problema è che lei, <strong>a 10 anni,</strong> non sapeva di essere incinta. Se ne è accorta soltanto dopo essere corsa in ospedale perché aveva dei forti dolori al ventre.</p>
<p>Poi l&#8217;odissea. 1800 km per riuscire a trovare un medico non obiettore che la facesse abortire. Si riaccendono le polemiche quasi mai sopite tra abortisti e pro life. Ma la bambina di 10 anni era incinta perché stuprata da uno zio da quando ne aveva solo 6. Non si può non tenerne conto.</p>
<p>In Brasile, però, gli anti abortisti non accettano scuse. I medici dell&#8217;ospedale più vicino alla casa della piccola si sono rifiutati di eseguire l&#8217;<strong>aborto</strong> per <strong>motivi di coscienza</strong> e per l&#8217;intervento è stata necessaria l&#8217;ospedalizzazione a<strong> Recife, a oltre 1800 chilometri</strong> di distanza.</p>
<h2>10 anni, stuprata dallo zio quando ne aveva 6 e incinta: l&#8217;odissea</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-83421 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/08/ABORTO3.jpg" alt="" width="800" height="541" /></p>
<p>La <strong>bambina</strong>, che vive nei pressi di<strong> Sao Mateus</strong>, nello Stato di Espirito Santo, era giunta la scorsa settimana in ospedale con fortissimi dolori al ventre e in avanzato stato di <strong>gravidanza</strong> ma i medici, <strong>tutti obiettori</strong>, si erano rifiutati di farla abortire poiché era già stata superata la ventiduesima settimana.</p>
<p>La legge brasiliana prevede l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza <strong>solo in caso di violenza sessuale</strong> o di gravi rischi per la salute della futura mamma e del feto, ma i medici erano stati inflessibili.</p>
<p>Alla fine, la Corte di Giustizia del Brasile ha stabilito che <strong>la volontà della donna è sovrana</strong>, stabilendo così il trasferimento in un altro ospedale per l&#8217;<strong>aborto</strong>. Lo riporta la BBC.</p>
<p>La decisione della Corte ha scatenato l&#8217;<strong>ira di organizzazioni evangeliche</strong> e delle varie Conferenze episcopali, mentre alcuni <strong>attivisti pro-vita </strong>hanno tentato di fare irruzione nell&#8217;ospedale in cui si trova ancora ricoverata la bambina.</p>
<p>Il <strong>vescovo Walmor Oliveira de Azevedo</strong> ha commentato così l&#8217;episodio: «<em>Questo caso pone fine a due crimini efferati. <strong>La violenza sessuale è terribile, ma la violenza dell’aborto</strong> <strong>non si spiega</strong>, date tutte le risorse esistenti e messe a disposizione per garantire la vita dei due bambini».</em></p>
<p><strong>Il medico responsabile dell&#8217;aborto, accusato di essere un assassino</strong> dai tanti attivisti che hanno protestato per giorni fuori dall&#8217;ospedale, ha dichiarato: <em>«La bambina sta clinicamente molto bene e soprattutto è molto sollevata. Abbiamo realizzato l&#8217;operazione in modo da alleviare il più possibile la sua sofferenza»</em>.</p>
<p>Lo <strong>zio della bambina</strong>, un 33enne accusato di averla violentata per quattro lunghi anni, è stato rintracciato dopo una breve fuga e <strong>arrestato</strong>. Lo ha confermato ad un portale locale <strong>Renato Casagrande</strong>, governatore dello Stato di Espirito Santo: <em>«Il suo arresto sia di lezione per chiunque si macchi di un crimine così crudele, brutale e inaccettabile».</em></p>
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