10 anni, stuprata dallo zio da quando ne aveva 6 e incinta: guerra tra abortisti e pro life

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Una bambina di 10 anni, rimasta incinta dopo essere stata stuprata da uno zio da quando aveva 6 anni, è riuscita ad abortire. Polemiche. 

Era al quinto mese di gravidanza, ben oltre la soglia consentita per potere abortire. Il problema è che lei, a 10 anni, non sapeva di essere incinta. Se ne è accorta soltanto dopo essere corsa in ospedale perché aveva dei forti dolori al ventre.

Poi l’odissea. 1800 km per riuscire a trovare un medico non obiettore che la facesse abortire. Si riaccendono le polemiche quasi mai sopite tra abortisti e pro life. Ma la bambina di 10 anni era incinta perché stuprata da uno zio da quando ne aveva solo 6. Non si può non tenerne conto.

In Brasile, però, gli anti abortisti non accettano scuse. I medici dell’ospedale più vicino alla casa della piccola si sono rifiutati di eseguire l’aborto per motivi di coscienza e per l’intervento è stata necessaria l’ospedalizzazione a Recife, a oltre 1800 chilometri di distanza.

10 anni, stuprata dallo zio quando ne aveva 6 e incinta: l’odissea

La bambina, che vive nei pressi di Sao Mateus, nello Stato di Espirito Santo, era giunta la scorsa settimana in ospedale con fortissimi dolori al ventre e in avanzato stato di gravidanza ma i medici, tutti obiettori, si erano rifiutati di farla abortire poiché era già stata superata la ventiduesima settimana.

La legge brasiliana prevede l’interruzione volontaria di gravidanza solo in caso di violenza sessuale o di gravi rischi per la salute della futura mamma e del feto, ma i medici erano stati inflessibili.

Alla fine, la Corte di Giustizia del Brasile ha stabilito che la volontà della donna è sovrana, stabilendo così il trasferimento in un altro ospedale per l’aborto. Lo riporta la BBC.

La decisione della Corte ha scatenato l’ira di organizzazioni evangeliche e delle varie Conferenze episcopali, mentre alcuni attivisti pro-vita hanno tentato di fare irruzione nell’ospedale in cui si trova ancora ricoverata la bambina.

Il vescovo Walmor Oliveira de Azevedo ha commentato così l’episodio: «Questo caso pone fine a due crimini efferati. La violenza sessuale è terribile, ma la violenza dell’aborto non si spiega, date tutte le risorse esistenti e messe a disposizione per garantire la vita dei due bambini».

Il medico responsabile dell’aborto, accusato di essere un assassino dai tanti attivisti che hanno protestato per giorni fuori dall’ospedale, ha dichiarato: «La bambina sta clinicamente molto bene e soprattutto è molto sollevata. Abbiamo realizzato l’operazione in modo da alleviare il più possibile la sua sofferenza».

Lo zio della bambina, un 33enne accusato di averla violentata per quattro lunghi anni, è stato rintracciato dopo una breve fuga e arrestato. Lo ha confermato ad un portale locale Renato Casagrande, governatore dello Stato di Espirito Santo: «Il suo arresto sia di lezione per chiunque si macchi di un crimine così crudele, brutale e inaccettabile».

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