Giorgia Meloni e la canzone ‘Imagine’: “bella se non leggi il testo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:53

Per Giorgia Meloni ‘Imagine’ è “l’inno dell’omologazione mondialista”, mentre lei crede fermamente nell’identità: delle nazioni, religiosa e familiare.

Oggi si dibatte anche su una canzone. E non una canzone qualunque, ma ‘Imagine’: un cult della musica, il successo di John Lennon preso a prestito soprattutto dai pacifisti di tutto il mondo.

«Poi è una bellissima canzone. Se uno, diciamo, non capisse l’inglese e non sentisse il testo, la canzone è fantastica».

Ospite su La7, la presidente di Fratelli d’Italia ha risposto a una domanda di Luca Telese sulla canzone di John Lennon. Nello specifico, Telese le ha chiesto se la farebbe cantare a sua figlia. Meloni ha risposto:

«Beh, non è una canzone il cui testo mi appassiona, insomma. Dice che non ci siano le religioni, che non ci siano le nazioni. È l’inno dell’omologazione mondialista. Io francamente sto da un’altra parte: per me l’identità è un valore

La domanda di Telese non era casuale. A inizio luglio, infatti, Susanna Ceccardi, europarlamentare e candidata presidente per la Lega alle elezioni regionali in Toscana, l’aveva definita, citando Lennon e dicendosi d’accordo con lui, «una canzone di ispirazione marxista».

“Imagine” fu pubblicata in un omonimo album, il quinto da solista di Lennon, nel 1971. È una delle canzoni più note di sempre, ripresa da centinaia di artisti, compresi Madonna, Lady Gaga, Diana Ross ed Elton John.

‘Imagine’ e la Meloni, il post su Facebook

“Il mainstream si scandalizza perché non mi piace il testo della canzone “Imagine” di John Lennon. Confermo. Non sogno un mondo nel quale non ci siano gli Stati, la religione, addirittura il paradiso. Perché io credo che l’identità sia un valore, nazionale, religioso, familiare”.

Senza identità noi non siamo nulla, se non perfetti consumatori omologati, buoni per i prodotti delle grandi multinazionali. E sì, io credo nel paradiso, e sono contenta che ci sia. Perché, per chi crede, non ha senso provare a essere migliori se non ambisci ad avvicinarti a Dio.

E, in ultimo, non sogno un mondo senza proprietà privata. Perché il socialismo reale è già stato sperimentato, in posti come l’Unione Sovietica. E non è andata bene”.
“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one”

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