Marò, il tribunale internazionale dà ragione all’Italia, Di Maio esulta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:19

Dopo una lunga ‘agonia’, il tribunale arbitrale internazionale ha dato ragione all’Italia per il caso dei marò e riconosce l’immunità dei militari italiani in servizio a bordo della nave Enrica Lexie.

Ha ragione il ministro degli Esteri, Di Maio: è finita “una lunga agonia” e ora sulla vicenda dei marò “possiamo metterci un punto”.

Il tribunale arbitrale internazionale ha infatti dato ragione all’Italia per il caso dei marò e riconosce l’immunità dei militari italiani in servizio a bordo della nave Enrica Lexie.

Questo vuol dire che per quei fatti accaduti il 15 febbraio 2012 i giudici hanno precluso all’India l’esercizio della propria giurisdizione nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

I militari italiani erano in servizio su un nave cargo al largo delle coste dell’India. Dopo anni di attesa e rinvii, i giudici internazionali hanno riconosciuto dunque “l’immunità” dei Fucilieri di Marina in relazione all’uccisione di due pescatori del Kerala scambiati per pirati durante un servizio antipirateria.

Con questa decisione i giudici hanno stabilito che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni e che dunque la giurisdizione sul caso è tutta italiana.

Marò: la lunga agonia di Latorre e Girone

Stando sempre alla decisione del Tribunale arbitrale, l’Italia dovrà però risarcire l’India per i danni morali e pratici causati.

Secondo i giudici, con quella azione l’Italia “ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”.

La vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone inizia nel febbraio 2012 quando i due fucilieri aprono il fuoco all’indirizzo di una barca di pescatori al largo delle coste del Kerala scambiandoli per pirati durante un servizio antipirateria a bordo della nave cargo Enrica Lexie.

La nave vene fatta attraccare dalle autorità indiane e i due fucilieri di marina furono arrestati. I due sono rimasti in stato di fermo prima a bordo della Enrica Lexie, poi nel carcere di Trivandrum e quindi nei locali dell’ambasciata italiana.

Dopo un lunghissimo tira e molla, durante il quale Massimiliano Latorre fu colto anche da malore, i due militari sono infine tornati in Italia in attesa di conoscere il loro destino. India e Italia decisero infine di aderire all‘Arbitrato dell’Aja per capire di chi fosse la giurisdizione sul caso. Ora la decisione che stabilisce che i marò non dovranno più presentarsi davanti a un tribunale indiano.

Marò: non saranno processati in India, Di Maio esulta

Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda” scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che aggiunge: “L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie”.

 

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