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<p><strong>In tutta Italia &#8211; ma non da parte di tutti &#8211; il Codacons registra preoccupanti aumenti dei prezzi dal parrucchiere ai bar.</strong></p>
<figure id="attachment_61546" aria-describedby="caption-attachment-61546" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-61546 size-medium" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/05/GettyImages-160326161-650x433.jpg" alt="" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-61546" class="wp-caption-text">GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Ricominciare a lavorare dopo il forzato lockdown vuol dire per i commercianti rivedere la luce. Ma se questo significa <strong>alzare i prezzi dei caffè</strong> o del <strong><a href="https://www.chenews.it/2020/05/11/fase2-riapertura-18maggio-governo/">taglio dei capelli</a></strong>, fino ad arrivare ai generi alimentari, allora c&#8217;è da preoccuparsi. Perchè non solo gli imprenditori hanno pagato a duro prezzo le chiusure forzate, anche i lavoratori rimasti a casa sono stati messi in ginocchio. Si rischia un&#8217;ingiusta guerra tra poveri.</p>
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<h2>1 Caffè anche a 2 euro</h2>
<figure id="attachment_61545" aria-describedby="caption-attachment-61545" style="width: 1014px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-61545 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/05/GettyImages-480470915.jpg" alt="" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-61545" class="wp-caption-text">MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Piuttosto che pagare un caffè 2 euro, per principio, verrebbe più spontaneo dare una mano ai commercianti con gesti generosi, come quello di un cliente veneto che ha voluto pagare <strong><a href="https://www.chenews.it/2020/05/18/coronavirus-uomo-caffe-marsala-bar/">50 euro un caffè</a> </strong>perchè per 50 giorni il bar era rimasto chuso.</p>
<p>La realtà è che un aumento dei prezzi si registra lungo tutto la nostra penisola e le preoccupazioni maggiori riguardano il settore alimentare. Probabilmente lo scopo di quanti hanno effettuato un ritocco verso l’alto di alcuni costi, è quello di tamponare le grosse perdite che dal punto di vista economico si sono registrate per le proprie attività a causa del lockdown.</p>
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<p>Ovviamente tutto questo non poteva passare inosservato a quanti hanno ripreso le proprie abitudini, trovandosi a fronteggiare prezzi più alti.</p>
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<p>Un esempio su tutti ciò che si registra a Milano: caffè e cappuccino hanno visto un incremento medio di 10 centesimi (da 0,90 centesimi ad 1 euro nel primo caso, da 1,30 ad 1,40 euro nel secondo), anche se sono stati denunciati da alcuni clienti prezzi che possono raggiungere addirittura i<strong> 2 euro a tazzina</strong>, specie nelle zone centrali della città. Con le ulteriori aperture della Fase 2, sono stati segnalati aumenti <strong>anche nei saloni dei parrucchieri.</strong></p>
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<p>Il presidente del Codacons <strong>Carlo Rienzi</strong> ha raccontato le sue preoccupazioni su “Il Corriere” : “<em>Speriamo si tratti di situazioni isolate e che gli esercenti di Milano non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali”</em> , auspica il presidente.</p>
<h2>A Vicenza tutti i commercianti d&#8217;accordo: caffè a 1,30</h2>
<figure id="attachment_61547" aria-describedby="caption-attachment-61547" style="width: 1014px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-61547 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/05/GettyImages-168931608.jpg" alt="" width="1024" height="676" /><figcaption id="caption-attachment-61547" class="wp-caption-text">(Photo by Sean Gallup/Getty Images)</figcaption></figure>
<p>A Vicenza i titolari di una cinquantina di bar si sono messi d’ accordo per stabilire il costo di una tazzina di caffè a 1,30 euro: il cappuccino, invece, è salito ad 1,80 Firenze e Roma seguono a ruota: il costo di un caffè, senza servizio al tavolo, è di 1,70 euro nel capoluogo toscano e di 1,50 nella Capitale.</p>
<p>A Roma come a Milano, si registrano <strong>incrementi anche tra i parrucchieri.</strong> Ma il dato che allarma di più i consumatori sono i rincari nel settore alimentare: + 2,8% nello scorso mese di aprile l’incremento medio nelle città italiane. Le statistiche peggiori arrivano da Caltanissetta (+5,7%), poi arrivano Trieste (+5,3%) e Palermo (+ 4,8%).</p>
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<p>Siena risulta invece la città con gli aumenti meno sensibili, forte del suo + 0,6%. La denuncia della Codacons, che prevede rincari anche nei settori di abbigliamento , ristorazione e settore turistico, è che sulle spalle delle famiglie si possano registrare degli <strong>esborsi extra di circa 536 euro a nucleo.</strong> “<em>Eventuali rincari allontaneranno gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti” ,</em> avverte ancora il presidente della Codacons.
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