Ordina un caffè al bar e lo paga 50 euro: “Siete stati chiusi 50 giorni, è doveroso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:59

A compiere il generoso gesto è stato un signore di Marsala che ha deciso di pagare oltremisura il caffè per aiutare un bar chiuso per 50 giorni a causa del coronavirusbar aperti fase 2

Il ritorno alla semi-normalità sta già lasciando in dote dei gesti sorprendenti. In un bar di Via Roma a Marsala in Sicilia un uomo (si tratta di un cliente abituale) ha deciso di pagare il caffè 50 euro anziché 0,80 centesimi rifiutando categoricamente il resto.

La motivazione che ha menzionato ha lasciato di sasso i presenti: “Sono una persona fortunata. Ho uno stipendio pubblico, pagato anche grazie alle tasse che versi tu, a domani”. Un episodio più unico che raro, una prima testimonianza del cambiamento in atto del mondo a causa del Covid-19. L’auspicio è che non si tratti di un avvenimento sporadico, ma di un punto di ripartenza, per ricostruire la società fortemente falcidiata a livello economico dalla pandemia globale.

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Coronavirus, uomo paga caffé 50 euro di sua spontanea volontà

Caffè
Fonte Pixabay

Probabilmente il signore in questione aspettava da tempo questo momento. Non vedeva l’ora di prendersi nuovamente il suo caffè amaro nel suo bar fiducia. Alle 8 in punto come era solito fare prima del lockdown ordina il suo espresso e paga direttamente con la banconota da 50.

Non è stata rivelata l’identità del benefattore, che per sua volontà ha preferito rimanere nell’anonimato. D’altronde è così che avvengono certe cose, senza troppa pubblicità, perché il bene non si dice, si fa.

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Episodi analoghi si sono verificati anche a Vicenza nella fattispecie all’Icecafè. Anche qui un’anima generosa ha deciso di pagare un semplice caffè 50 euro al primo giorno di riapertura, al secondo ha invece sborsato 5 euro. Sulla stessa scia, una signora ha pagato 13 euro in più un pranzo del valore di 37 euro. Il proprietario del locale seppur inizialmente abbia provato imbarazzo non ha nascosto che in questa fase certe “donazioni” non possano che far bene. Insomma, l’Italia riparte sotto con i migliori propositi, vuole lasciarsi alle spalle il dolore e la sofferenza e vuole farlo all’insegna della solidarietà.