Caterina Abbattista è la protagonista della seconda parte di Un giorno in pretura. Questa è la madre di Gabriele Defilippi, autore dell’omicidio Rosboch.
Caterina Abbattista è la mamma di Gabriele Defilippi, l’assassino di Gloria Rosboch, la professoressa truffata e poi uccisa. Questa è stata sotto processo perché accusata di essere complice del figlio e dell’amante. La Corte d’Assise però l’ha dichiarata innocente.
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La mamma di Gabriele Defilippi, dopo l’assoluzione, è tornata al suo lavoro da infermiera.
Durante il processo, l’Asl per la quale lavorava l’aveva sospesa in attesa dell’esito di condanna o meno. Ora la donna è tornata al proprio lavoro, ma l’azienda ha deciso di spostarla in una struttura diversa.
L’Abbattista si è sempre dichiarata innocente ed estranea ai fatti, sostenendo di non sapere che cosa avesse in mente il figlio e nemmeno della truffa che aveva organizzato.
Dopo la condanna del figlio a 30 anni, anche la madre Caterina è stata costretta a subire un processo. L’accusa aveva chiesto 14 mesi perché ritenuta colpevole di aver favorito il figlio nel delitto e di non aver fatto nulla per salvare Gloria.
Dal canto suo, l’infermiera ha sempre negato le accuse, sostenendo di non sapere che cosa avessero in mente il figlio e Obert. Anzi, la donna più volte ha dichiarato di fidarsi di quell’uomo:
“Quella sera ho chiesto insistentemente a mio figlio e a Obert cosa avessero fatto. ma fui rassicurata proprio da Roberto sul fatto che Gabriele non c’entrasse nulla. Mi disse: ‘Cosa pensi di tuo figlio? Sei impazzita? Tuo figlio era con me!’. Io mi sono fidata: mai e poi mai avrei potuto immaginare che fossero capaci di una simile atrocità”
In ogni caso la donna è stata poi sollevata da tutte le accuse proprio dalla Corte d’Assise.
La mamma di Gabriele Defilippi ha una pagina Facebook intitolata: Caterina Abbattista è innocente. In questi anni l’infermiera ha riportato passo dopo passo tutti gli step del processo fino alla sua assoluzione.
La difesa della donna ha sempre puntato sul fatto che questa stesse in ospedale quando il figlio e Orbet uccidevano Gloria Rosboch.
Purtroppo però il cellulare della donna non sembrava confermare la stessa prova, queste le parole dell’avvocato Levi:
“Le prove raccolte dai carabinieri sono state smentite. Loro sostenevano come l’aggancio da parte dello smartphone della nostra assistita di una cella, nel comune di Montalenghe, alle 19 e 19 dimostrasse che aveva lasciato l’ospedale, ma non è così perché non è detto che questo sia successo perché era fuori dal posto di lavoro, circostanza che non è stata confermata da nessuno dei suoi colleghi. […] In un processo, soprattutto con accuse così pesanti, se non c’è certezza è come se si negasse la circostanza. Quindi si può dire che Abbattista non ha lasciato l’ospedale quel giorno”