Sergio Leone: il 30 aprile 1989 moriva il grande regista western

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Sergio Leone, l’anniversario della morte cade il 30 aprile. Il regista ha fatto la storia del nostro cinema e per questo va onorato e ricordato.

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Il regista, il 30 aprile 1989, veniva stroncato da un infarto a Roma.

I suoi film non hanno avuto successo solo in Italia, ma anche in atre parti del mondo. Il suo stile western ha accompaganto generazioni di appassionati e ancora in molti riguardano nostalgici i suoi vecchi film.

Il suo legame con Ennio Morricone ha scritto pagine di storia sia all’interno del mondo musicale sia in quello del cinema. Il grande musicista ha realizzato le colonne sonore dei film di Leone.

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Sergio Leone: l’anniversario della morte ricorre oggi 30 aprile

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Il regista nasce a Roma nel 1929 e ad oggi è considerato uno dei più grandi registi della storia del nostro Paese.

Nonostante il suo repertorio non sia lunghissimo, in molti hanno copiato e appreso da lui la cultura western. Leone, infatti, con i suoi spaghetti western è diventato un cult nella storia del cinema. Grazie ai suoi film è riuscito a rilanciare uno stile che ormai da parecchio tempo non nutriva grande successo di pubblico.

Le sue indimenticabili pellicole come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta in America oltre a dare un nuovo slancio al genere western sono state interpretate da grandi attori da Clint Eastwood a Robert De Niro.

E proprio Clint Eastwood ha mosso i primi passi della sua carriera grazie al regista.

Nel 1972 con il film Giù la testa ha vito il David di Donatello come miglior regista, mentre nel 1985 il Nastro d’argento con C’era una volta in America.

Ma la sua carriera non si è svolta solo dietro la telecamera, ma anche davanti. Infatti Sergio Leone ha partecipato come comparsa al film di De Sica, Ladri di biciclette.

Purtroppo un infarto lo ha colto mentre stava lavorando ad un altro film sulla Seconda Guerra Mondiale e in particolare sull’assedio di Leningrado.

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Dunque un regista mito che con il suo straordinario talento ha esportato non solo il suo nome, ma anche quello dell’Italia all’estero