<p><strong>La Commissione Europea in maniera piuttosto velata ha incitato i suoi funzionari a non utilizzare Whatsapp e a preferirgli un altro strumento di messaggistica istantanea</strong></p>
<figure id="attachment_45080" aria-describedby="caption-attachment-45080" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-45080" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/whatsapp-2317203_960_720-2.jpg" alt="WhatsApp" width="1280" height="700" /><figcaption id="caption-attachment-45080" class="wp-caption-text">whatsapp (fonte foto: pixabay)</figcaption></figure>
<p>Mandare e ricevere messaggi su <strong>Whatsapp</strong> è una pratica ormai comune e largamente diffusa. Una pratica ormai interiorizzata dalla società, che quasi non può fare a meno di &#8220;whatsappare&#8221; con amici e parenti. I numeri la dicono lunga in tal senso, basti pensare che dal 2014, ovvero da quando la app ha &#8220;abbracciato&#8221; la grande famiglia di <strong>Facebook</strong>, gli utenti che la utilizzano sono cresciuti in maniera esponenziale. Nel 2016 era utilizzata da 1 miliardo di persone, mentre nel 2018 da un 1,5 miliardi. La consacrazione è arrivata quest&#8217;anno quando è stato annunciato il raggiungimento dei 2 miliardi di utilizzatori. Dati impressionanti che nonostante la concorrenza di altri strumenti sono destinati a crescere ulteriormente.</p>
<p>Non tutti però vedono in<strong> Whatsapp</strong> il futuro della messaggistica istantanea. La <strong>Commissione Europea</strong> ha infatti consigliato ai suoi funzionari di utilizzare <strong>Signal</strong>, che secondo <strong>Bart Preneel</strong> professore di crittografia presso alcune università in <strong>Belgio,</strong> sarebbe più sicuro. Motivo? Il possesso di un codice aperto che consente a tutti di vedere le modifiche che vengono apportate.</p>
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<h2>Whatsapp, le principali differenze rispetto a Signal</h2>
<figure id="attachment_44996" aria-describedby="caption-attachment-44996" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-44996" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/tecnoandroid.it_.jpg" alt="Whatsapp" width="740" height="416" /><figcaption id="caption-attachment-44996" class="wp-caption-text">Icona di WhatsApp (Fonte foto: tecnoandroid.it)</figcaption></figure>
<p>Ad onor del vero anche <strong>Whatsapp</strong> cifra i suoi messaggi in modo tale che non siano intercettabili al di là del mittente e destinatario. Nel caso di indagini alle autorità giudiziarie possono accedere solo ai metadati (ora e giorno e luogo dello scambio di messaggi) e non il contenuto integrale della conversazione.</p>
<p>La grande differenza tra <strong>Signal</strong> e <strong>Whatsapp</strong> in realtà sta nel fatto che quest&#8217;ultimo è un sistema chiuso. A differenza del primo, quello che accade al codice non lo sa nessuno. Una discriminante che nel tempo ha portato alcune categorie (come attivisti, il<strong> Senato degli Stati Uniti</strong>, gli anti <strong>Zuckerberg</strong>) a virare su <strong>Signal</strong>. Si tratta comunque di una minoranza se si considera appunto il potere e la popolarità della nota applicazione verde.</p>