<p><strong>L&#8217;indagine della polizia durata diversi mesi ha portato alla luce l&#8217;insediamento della ndrangheta in Umbria, in particolar modo nel sistema economico della regione </strong></p>
<figure id="attachment_33637" aria-describedby="caption-attachment-33637" style="width: 990px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-33637" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/polizia-arresti-sicilia.jpg" alt="Nndrangheta, arresti in Umbria" width="1000" height="563" /><figcaption id="caption-attachment-33637" class="wp-caption-text">Nndrangheta, arresti in Umbria (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Maxi operazione della polizia, che ha smascherato i loschi affari della <strong>Ndrangheta</strong> calabrese in <strong>Umbria.</strong> Secondo le indagini durate diversi mesi, l&#8217;organizzazione criminale era riuscita ad infiltrarsi in modo significativo nel sistema economico della regione situata nel cuore dell&#8217;<strong>Italia</strong>. Per questo motivo alle prime luci dell&#8217;alba sono state arrestate diverse persone (una decina in totale) sia in <strong>Umbria</strong> che in <strong>Calabria.</strong></p>
<p>L&#8217;inchiesta dello Sco della polizia a cui hanno preso parte le squadre mobili di <strong>Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria,</strong> sono state coordinate dalla <strong>direzione distrettuale antimafia</strong> di <strong>Catanzaro</strong> e <strong>Reggio Calabria</strong>. Tra i coinvolti ci sono diversi appartenenti delle cosche <strong>Trapasso, Mannolo e Zofreo di San Leonardo di Cutro e i Commisso di Siderno</strong>. Grazie agli accurati accertamenti e all&#8217;aiuto delle intercettazioni, è stato possibile smascherare la fitta rete che collegava la <strong>Calabria</strong> e l&#8217;<strong>Umbria</strong>.</p>
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<h2>Ndrangheta in Umbria, ma anche in Toscana&#8230;</h2>
<figure id="attachment_16486" aria-describedby="caption-attachment-16486" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-16486" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/06/GettyImages-10673723281.jpg" alt="Ndrangheta in Umbria e in Toscana" width="1200" height="712" /><figcaption id="caption-attachment-16486" class="wp-caption-text">Pisa (GettyImages)</figcaption></figure>
<p>A quanto pare la criminalità organizzata ha come obiettivo anche quello di insediarsi in <strong>Toscana</strong>, regione in cui storicamente non è mai riuscita ad avere delle basi solide. Nonostante ciò, qualche piccola traccia in tal senso inizia a registrarsi, così come emerge dal terzo <strong>&#8220;Rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione&#8221;</strong> redatto dalla <strong>Scuola</strong> <strong>Normale di Pisa</strong> per conto della <strong>Regione Toscana.</strong></p>
<p>Il maggior numero di infiltrazioni si registrano nelle quattro città di mare più importanti della zona, ovvero <strong>Grosseto, Pisa, Massa</strong> e <strong>Livorno</strong> (dove nel 2018 sono stati sequestrati 530 kg di cocaina). A<strong> Prato</strong> invece sono aumentate le denunce per riciclaggio. In forte crescita anche la quantità di <strong>beni immobili sequestrati</strong> ai gruppi di stampo mafioso, nella fattispecie 572 proprietà situate in 67 comuni differenti. Stimando in percentuale, si tratta circa del 23% del territorio regionale. Dunque, le<strong> organizzazioni criminali</strong> seppur facciano base storicamente in località del sud, trovano sempre un escamotage per attecchire anche in altre aree dello stivale.</p>
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