Caso Luca Sacchi: aperta un’inchiesta a giugno

Nel corso del programma “Chi l’ha visto?” si scopre di un’inchiesta sul traffico di droga che ha dato origine all’omicidio di Luca Sacchi. Tragedia evitabile?

Caso Luca Sacchi, anche la vittima criptava le chat
Omicidio Luca Sacchi (Roma Fanpage, @Fanpage.it.Roma)

Novità sull’omicidio Luca Sacchi. Il programma televisivo “Chi l’ha visto?” torna ad occuparsi del caso. Un’inchiesta aperta a giugno 2019 potrebbe chiarire molti dubbi sul traffico di droga all’origine del delitto. Ci si chiede se sarebbe stato possibile evitare la tragedia fermando con mesi di anticipo i pusher che sostavano in Piazza Coleman. L’avvocato di famiglia di Luca Sacchi pone l’accento su come spesso le forze dell’ordine aspettino ad intervenire al fine di approfondire le indagini.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la pistola che ha armato l’assassino di Luca Sacchi apparteneva ad un uomo con precedenti penali, padre di Marcello De Propis, 22enne noto pusher di San Basilio che veniva intercettato dallo scorso giugno, dopo essere stato fermato con 71.000 € in macchina. Dalle intercettazioni al suo cellulare mergono molte telefonate in codice, tra le quali alcune risalenti a poco prima che l’omicidio di Luca Sacchi venisse commesso. Oggi De Propis è accusato di concorso in omicidio, di lui si sa che ha fornito l’arma e la droga a Del Grosso (che afferma che non fosse sua intenzione uccidere) e Pirino, rei confessi per l’uccisione del ragazzo.

Omicidio Luca Sacchi: il contenuto delle intercettazioni

Omicidio Luca Sacchi
Luca Sacchi (Facebook)

Risale a poco prima del delitto la telefonata tra Del Grosso e De Propris in cui si sente: “Ma se invece glieli levo tutti e settanta?” riferenosi ai soldi che Anastasiya, fidanzata di Luca, sulla quale è stata aperta un’inchiesta, teneva nel suo zainetto. Subito dopo l’azione criminosa, Marcello de Propis cercava di recuperare la sua pistola, questo succedeva nell’immediatezza dei fatti, quando ancora non erano noti i colpevoli della vicenda. Risale invece a poche ore più tardi la denuncia della mamma di Valerio Del Grosso che accuserà il figlio dell’accaduto.

Da altre intercettazioni si evidenzia invece che un altro ragazzo, Fabio, aveva capito cosa fosse successo ed individuato in Marcello il responsabile dell’accaduto. Mentre parlava con la fidanzata al telefono dice infatti: “E’ successo un casino, poi ti spiego”.

A quanto risulta dalle indagini, nel momento in cui Luca era agonizzante e stava lottando tra la vita e la morte, Marcello de Propis continuava a ricevere telefonate sbrigando i suoi affari di droga.

 

Gestione cookie