USA, vendeva droga tramite Play Station 4: tradito da un informatore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:10

Spacciava droga attraverso la messaggistica della sua Play Station, arrestato dall’FBI negli Stati Uniti un venditore di cocaina

USA, vendeva droga tramite Play Station 4: tradito da un informatore
Un joystick Play Station (Getty Images)

Aveva trovato un modo singolare, per spacciare cocaina, Curtis Alexander, sicuro di non essere mai acciuffato. Contrattava tramite Play Station, ma l’FBI si era messa sulle sue tracce.

Usava il servizio di messaggistica di Play Station Network, per vendere cocaina a 34mila dollari al chilo. Lo spacciatore è stato rintracciato ed arrestato grazie alla denuncia di un informatore.

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Vendeva droga tramite Play Station, arrestato negli USA

USA, vendeva droga tramite Play Station 4: tradito da un informatore
Cocaina (Getty Images)

Aveva trovato, a suo parere, un modo infallibile per vendere cocaina e non farsi scoprire dalle autorità. Parliamo di Curtis Alexander, cittadino americano che spacciava tramite il servizio di messaggistica di Play Station Network. Contattava i “clienti” comodamente da casa, con la sua Play Station 4 e dava il via alle contrattazioni, vendendo la cocaina al prezzo di 34mila dollari al chilo, equivalente di poco più di 30mila euro.

Lo spacciatore americano, si era creato un vero e proprio profilo, con il nome di Speedola20 e le contrattazioni avvenivano in una chat con delle sessioni multiplayer online, tramite dei messaggi criptici, secondo il documento investigativo, reso noto dal sito americano Vice, nella sezione Gaming.

Un informatore però, aveva intercettato i messaggi contro la legge di Curtis Alexander, facendo partire l’inchiesta della FBI. Lo stesso ente poi, aveva contattato la SONY per riuscire a smascherare lo spacciatore che appunto, usava il Network dei videogiochi per motivi illegali. Da lì, era partita una finta contrattazione, dove un agente federale chiedeva 100 grammi di droga ad Alexander che non si era per niente isospettito. Incastrato, lo spacciatore è stato arrestato, colto sul fatto. La multinazionale, nata nel 1946 e con sede a Tokyo, SONY, ad ogni modo non si è presa nessun merito per quanto riguarda una presunta collaborazione nella vicenda, con la polizia e non ha reso noto il nome del gioco attraverso la quale Curtis Alexander spacciava tramite messaggi vocali tramite chat.

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