Uccise la fidanzata: dopo la condanna il gesto disperato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:08

Francesco Mazzenga, condannato per l’uccisione della fidanzata, Nadia Orlando, viene trovato impiccato. Si dichiarava pentito: frase di circostanza per il legale della famiglia Orlando

Nadia Orlando
Nadia Orlando (Facebook)

Francesco Mazzenga, condannato in appello alla pena di 30 anni di carcere lo scorso venerdì per aver ucciso, strangolandola, la fidanzata Nadia Orlando, sabato sera intorno alle 22.00, è stato trovato impiccato nel giardino dell’abitazione dei genitori, a Muzzana del Turgnano, nel Friuli, dove si trovava agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, perché considerato a rischio suicidio. A trovarlo sono stati i parenti, che hanno chiamato i soccorsi. I sanitari del 118 hanno tentato di rianimarlo per 40 minuti ma per il 38enne non c’è stato nulla da fare. Si sarebbe tolto la vita dopo aver consumato la cena con i genitori.

Il delitto per il quale era stato condannato si era consumato la sera del 31 luglio 2017, quando Nadia Orlano, 21enne di Vidulis di Dignano, in provincia di Udine, a poca distanza da casa, è stata soffocata per aver voluto porre fine alla relazione con Mazzenga, che vagò in macchina con il cadavere della ragazza per tutta la notte, prima di costituirsi al comando della Polizia Stradale di Palmanova.

Francesco Mazzenga, reo confesso, si dichiarava pentito di quanto fatto, ribadendo più volte di non meritare perdono e di aver paura di chiederlo, vista la gravità di quanto fatto. Questo il senso delle dichiarazioni spontanee rese davanti ai familiari di Nadia Orlando e alla Corte d’Assise d’Appello di Trieste, poco prima che quest’ultima si ritirasse in camera di consiglio per decidere se confermare o riformare la sentenza di primo grado emessa dal Gup del Tribunale di Udine.

Mazzenga, assistito nel processo dagli avvocato Faderico Carnelutti e Mariapia Maier, era tornato a ribadire quanto già espresso in sede di primo grado in merito alla sua difficoltà a capire quanto fatto e come potesse essere accaduto, aggiungendo di non riuscire più neanche a sentire pronunciare il suo nome associato ad un crimine tanto efferato.
Frasi che per la famiglia di Nadia Orlando, secondo quanto dichiarato dal legale Fabio Gasparini, sarebbero state di pura circostanza “ancora del tutto insufficienti perché non spiegano l’accaduto”.

Uccise la fidanzata: ci sarebbero state delle avvisaglie

Nadia Orlando
Nadia Orlando (Facebook)

Secondo quanto dichiarato da un parente della ragazza, il padre di Nadia sarebbe stato molto preoccupato per il comportamento del fidanzato della figlia, dimostratosi in più circostanze molto possessivo e geloso. Anche in questo caso pare dunque che ci siano state delle avvisaglie di atteggiamenti violenti e prevaricatori da parte dell’assassino.