Fridays For Future, quarto appuntamento della manifestazione mondiale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:48

Fridays For Future, oggi il quarto appuntamento della manifestazione mondiale in difesa dell’ambiente, scendendo in piazza per chiedere provvedimenti seri.

Fridays For Future Italia
Fridays For Future manifestazione in Italia (Fonte Getty Images)

Nella giornata odierna, venerdì 29 novembre 2019, si è giunti al quarto appuntamento mondiale con il Fridays For Future, i famosi scioperi per il clima che sono stati lanciati dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg.

Giovani di tutto il mondo, durante le precedenti manifestazioni, sono scesi in piazza per gridare a gran voce la loro rabbia contro un sistema che non dà importanza a temi urgenti come la salvaguardia dell’ambiente e il conseguente futuro dell’uomo.

Quest’oggi, in molte città italiane si ritorna dunque a discutere del tema, riempiendo nuovamente le piazze principali in un venerdì molto particolare, che quello del Black Friday, l’iniziativa americana spopolata anche in Italia, che prevede sconti su vari prodotti o eventi.

I giovani attivisti del Fridays For Future quindi manifestano nella giorno in cui il consumismo ne fa da padrone, con l’intento di farla diventare una giornata di protesta e di lotta per un futuro migliore.

Tra le persone scese in piazza c’è chi sostiene che il modello consumistico, che incoraggia sempre a comprare nuovi e inutili beni, offusca e confonde la mente da quello che dovrebbe essere il vero obiettivo, cioè quello di sostenere un modello di vita sano, pulito e che rispetti l’ambiente.

Varie le richieste al governo italiano da parte dei manifestanti

Fridays For Future Italia manifestanti
Fridays For Future alcuni manifestanti in Italia (Fonte Getty Images)

Ad aggregarsi a questa manifestazione ci sono anche le famose “sardine”, movimento nato per protesta contro il populismo e una politica che porta avanti messaggi inutili e vuoti.

I manifestanti italiani del Fridays For Future chiedono al governo di tagliare i sussidi che sono dannosi per l’ambiente, lo stop al processo di liberalizzazione del mercato dell’energia, che ci sia un Piano Nazionale Integrato per l’energia e il Clima che si occupi di finanziare azioni che possano aiutare a mitigare i cambiamenti climatici e che si arrivi alla decarbonizzazione entro il 2025.

Tra le richieste c’è anche un focus sulla situazione drammatica dell’Ilva, e si chiede una riconversione ecologica e sostenibile di questa fabbrica.

Sono dunque tanti i punti che vengono elencati allo Stato e che propongono azioni reali e non semplici parole e promesse che non portano a nulla.

Purtroppo però, come gli stessi manifestanti del Fridays For Future hanno più volte ammesso, i poteri forti di tutto il mondo non sembrano ancora essersi mossi con soluzioni tangibili e possibili, che agiscano in maniera significativa per risolvere il problema.