Alba Parietti: lo zio in manicomio e la madre schizzofrenica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

Alba Parietti in un’intervista radiofonica a “I Lunatici” racconta per la prima volta alcuni intimi e dolorosi dettagli della sua vita.

Alba Parietti parla della madre
Alba Parietti (Getty Images)

Alba Parietti, intervenuta in un’intervista radiofonica a “I Lunatici“, su Radio 2, parla del suo difficile passato che ha profondamente segnato la sua vita e del quale a volte ha accennato nel corso della sua lunga ed intensa carriera da showgirl. Due le persone che hanno contribuito a caratterizzare il suo passato: una madre schizzofrenica e uno zio che per molti anni è stato rinchiuso in manicomio.

I dettagli relativi alla malattia della madre e alla difficile esperienza di vita dello zio sono rinchiusi dell’autobiografia che Alba ha scritto per aprirsi maggiormente al suo pubblico. Senza dubbio, uno degli eventi più dolorosi della sua vita è stato quello in cui ha conosciuto lo zio, incontrato per la prima volta negli anni della reclusione, che ormai lo avevano completamente trasformato: “Mio zio è entrato in manicomio ed è diventato una larva. Io l’ho conosciuto solo in quelle condizioni, ma prima era una mente eccelsa, un intellettuale straordinario. Non era più una persona, era stato ridotto in uno stato assurdo. Prima di entrare in manicomio era un genio assoluto”.

Alba Parietti: una madre difficilissima

Alba Parietti vita privata
Alba Parietti (Getty Images)

Negli anni, Alba aveva già avuto modo di raccontare la vicenda della madre, sempre con molta sofferenza, lo aveva fatto anche in un’intervista a “L’Arena”, con Massimo Giletti (adesso impegnato con “Non è l’Arena”), in cui aveva rivelato di aver vissuto sua madre molto più dopo la sua scomparsa che non mentre era in vita. In quell’occasione ebbe anche modo di parlare di suo padre e del suo importantissimo ruolo nel tenere uniti i pezzi della sua famiglia.

“Mia madre definiva se stessa una povera schizofrenica” racconta. Poi prosegue: “Ha vissuto grazie a mio padre una vita normale. Dignitosa. La follia molto spesso è un dono di persone troppo intelligenti che a fatica riescono a gestirla in un mondo pieno di atrocità. E’ stata una madre difficilissima; ma quando riusciva a non essere la strega che poteva risultare a causa della sua patologia era la persona più meravigliosa del mondo. Aveva una sensibilità, una intelligenza e una cultura fuori dalla norma. Mio padre è riuscito a contenere nelle mura domestiche la sua follia”.