Banane nemiche del fegato? Ecco la verità in merito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:59

La tematica dell’impatto delle banane sul fegato è sempre di grande attualità. A tal proposito bisogna tenere a mente alcune importanti nozioni

Banane e Fegato
Fegato (Instagram)

 

La banane è tra i tipi di frutta più mangiati in Italia e nel mondo. Il suo consumo è favorito dalla reperibilità che ha per tutto l’anno e per il sapore dolce, che a differenza di altre tipologie di frutti, la rende più appetitosa e piacevole.

Per questo, spesso si pensa che mangiare questo frutto quotidianamente o comunque diverse volte a settimana, possa comportare dei danni al fegato. Niente di più sbagliato, o meglio non è il consumo di banane ad incidere direttamente sull’organo in questione.

Sebbene non sia indicata nelle diete specifiche per il fegato (sono preferibili mirtilli, more, fragole, pere, prugne, mele, arance e lamponi), la banana non è controindicata. Praticamente è neutra in tal senso, quindi non fa né bene né male. Quindi, ecco sfatato il finto mito secondo cui le banane fanno male al fegato, che può ammalarsi attraverso l’eccessivo consumo di cibi ad alto contenuto di grassi e di zuccheri. Possono infatti favorire la formazioni di quantità eccessive di tossine, le quali non consentono all’organo il pieno funzionamento nell’attività depurativa del corpo.

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Gli effetti benefici della banana

Banane
Banana (Instagram)

Per quanto concerne il frutto in questione, è bene sapere che sono diverse le proprietà benefiche contenute nelle banane e di conseguenza è molto utile a contrastare diversi aspetti.

Mangiarne due al giorno fa bene in quanto contengono vitamine, sali minerali, fruttosio e fibre. Quando poi matura un po’ sviluppando anche qualche macchia nera sulla buccia (che solitamente creano allarmismo), è ancora più salutare. In quel momento ha il maggior quantitativo di TNF (Fattore Necrosi Tumorale), molecola proteica in grado di combattere le cellule tumorali.

Inoltre, sono degli ottimi antiossidanti, aiutano a contrastare il reflusso acido e il bruciore di stomaco e possono rivelarsi utili anche in caso di depressione (l’alto livello di triptofano si trasforma in serotonina, sostanza che aiuta ad aumentare la soglia del buon umore).

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