Newark, in manette l’uomo che eiaculava nel caffè del capo

Un uomo a Newark, nel New Jersey, è accusato di aver eiaculato per anni nel caffè del suo capo, la scoperta dopo l’ennesima lite: ecco la sua motivazione

Newark, in manette un uomo che eiacula nel caffè del capo per diversi anni
Caffè (pxhere)

Ha dell’incredibile e del disgustoso l’accusa che viene fatta ad un dipendente di uno studio l’assistente personale del presidente esecutivo, a Newark, nel New Jersey: l’uomo avrebbe eiaculato per anni nel caffè del suo capo, prima di portarlo ogni mattina.

Nei contesti di lavoro gli scontri tra dipendenti e datori di lavoro sono all’ordine del giorno, e possono esserci rapporti di stima reciproca o di antipatia, ma ciò che sembra essere accaduto nel New Jersey è davvero incredibile.

Tra le mansioni del dipendente infatti, c’era anche quella di portare il caffè al capo; un compito che si aggiungeva alla gestione dell’agenda, delle chiamate e degli appuntamenti in calendario. I rapporti tra i due evidentemente non dovevano esser buoni e l’uomo, poi arrestato, avrebbe ammesso di aver eiaculato per anni, ogni mattina nella bevanda.

L’ammissione sarebbe stata fatta davanti ad alcuni colleghi.

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Eiacula per anni nel caffè del capo, uomo finisce in manette: la sua motivazione e nessun rimorso

Disgustoso e inquietante quanto sarebbe accaduto a Newark, nel New Jersey, con il dipendente di uno studio finito in manette, dopo aver eiaculato per anni nel caffè che portava ogni mattina al capo.

Stando a quanto riferito da un testimone, presente all’ammissione di quanto accaduto, il dipendente non sarebbe sembrato né pentito né intimidito dal fatto. L’uomo avrebbe anche ammesso: “Ho mangiato la tua m**** per quattro anni, ma per tutto questo tempo, hai bevuto il mio s*****”.

Sono stati i colleghi ad avvertire lei orze dell’ordine, una volta a conoscenza del fatto; l’uomo ora è accusato di violenza sessuale e di altri reati, per un totale, pare, di 1070 anni di reclusione.

Stando a quanto spiegato da alcuni colleghi, l’uomo non mandava giù l’idea di accettare ordini da un capo donna; per altri, dietro il gesto ci sarebbe l’aggressività del capo.