Giovanni Toti accusa la sinistra: “Nessuno mi ha chiesto scusa”

Giovanni Toti, in un post su facebook, accusa i leader della sinistra di non essersi mai scusati con lui per le offese ricevute dai loro militanti

Giovanni Toti (Getty Images)

Da qualche tempo si assiste ad un imbarbarimento del linguaggio della politica: a rosari, icone sacre nel portafoglio, affidamenti al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria fanno da contraltare insulti, improperi e motteggi che non risparmiano nulla, dai difetti dell’aspetto fisico all’origine etnica. Ultimo in ordine di tempo a subire un tale trattamento è stato il giornalista Gad Lerner, fatto oggetto di pesanti contumelie a sfondo antisemita dai militanti della Lega durante il tradizionale raduno del Carroccio sul “pratone” di Pontida. Immediatamente c’è stata una sollevazione di scudi da parte della sinistra anche perché il leader leghista Matteo Salvini non si è scusato e non ha preso di conseguenza le distanze dal becero comportamento dei suoi militanti ma, anzi, ha rincarato la dose definendo Lerner un “giornalista scorretto“. Tuttavia alla sinistra che si è stracciata le vesti in difesa di Lerner ha replicato Giovanni Toti, Governatore della Liguria, fresco fuoriuscito da Forza Italia per fondare il movimento “Cambiamo!“, in quanto, fatto oggetto di ingiurie, non ha mai ricevuto le scuse dai leader della sinistra.

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Giovanni Toti: “Palla di lardo, Yoghi…a me nessuno ha mai chiesto scusa”

E’ un vero e proprio cahier de doléances il lungo post, pubblicato sul proprio account di facebook, in cui Giovanni Toti elenca i dozzinali apprezzamenti, a partire da quello che è ormai diventato per via del suo caratteristico timbro vocale e della sua corporatura il suo nickname ufficiale, “Yoghi“, di cui nel corso degli anni è stato “omaggiato” da militanti ed esponenti della sinistra e del M5S per reclamare par condicio  nell’indignazione quando la dialettica politica degenera: “Palla di lardo, vitello grasso, esploderai, fai schifo, orso Yoghi, cinghiale, fascista, arriverà il giorno in cui qualcuno si vergognerà di chiamarsi Totì. Con la stessa indignazione con cui oggi, qui, oltre che in tv, condanno fermamente gli attacchi a Gad Lerner a Pontida mi piacerebbe che la sinistra, prima o poi, riflettesse e si indignasse anche quando lo stesso trattamento viene riservato a donne e uomini di centrodestra“.

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