Stop pesce fresco in diverse parti d’Italia per avvio del blocco della pesca

La Coldiretti Impresapesca ha comunicato le aree della Penisola dove è partito il blocco della pesca e quelle dove è ripreso 

Blocco della pesca in Italia (Instagram)

Niente pesce fresco per i prossimi 30 giorni in buona parte del centro-sud, dove da oggi parte il fermo della pesca dallo Ionio al Tirreno, nella fattispecie da Brindisi a Roma. Si va ad aggiungere a quello già in atto nel tratto San Benedetto del Tronto-Termoli che però cesserà il 13 settembre.

Al tempo stesso le attività di pesca sono riprese nel mar Adriatico tra Trieste ed Ancona, così come quella da Manfredonia a Bari dove i pescherecci sono rimasti in porto per tutto il mese di agosto.

Oltre a quelli imposti, sono previsti altri giorni di blocco, che però sono a discrezione delle aziende di pesca, che dovranno comunicarli entro le 9 del giorno stesso ed effettuarli entro il 31 dicembre 2019.

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Blocco della pesca: un flop che favorisce le importazioni estere

Questo quadro non ha migliorato la situazione della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale. Inoltre, il fermo della pesca imposto negli ultimi 33 anni, ha comportato un peggioramento per quanto concerne la situazione delle aziende, che hanno ridotto la loro produzione. Un quadro decisamente drammatico che ha portato perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18000 posti di lavoro.

L’altro aspetto negativo, è che i vari blocchi favoriscono l’importazione, già di per sé abbastanza alta, basti pensare che 8 pesci su 10 di quelli che mangiamo sono di provenienza estera.

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